Il Tirreno

L’azienda punta sulla stipula di contratti a termine per aumentare le sedute e aprire un’altra lista

Stop all'ecocolordoppler cardiaco

V.P.
Un paziente si sottopone all’ecocolordoppler cardiaco
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Un paziente si sottopone all’ecocolordoppler cardiaco

Chiusa l'agenda delle prenotazioni, niente più posti per tutto il 2012

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 PIOMBINO. Al Cup hanno chiuso l'agenda. Niente ecocolordoppler cardiaco a Villamarina. La prima data utile avrebbe saltato a piè pari il 2012, e l'esame sarebbe entrato a pieno titolo nel palmares dei disservizi sanitari locali. Meglio, allora, non aggiungere nomi in coda.  Il rifiuto della prenotazione, senza fornire ulteriori dettagli e invitando a recarsi a Livorno per eseguire il test, è stato dato, un paio di giorni fa, ad un pensionato affetto da un insieme di patologie gravi.  Risposta a voce, quella dell'operatrice del distretto. L'anziano, però, non si è accontentato. L'impiegata, quindi, ha dovuto improvvisare, ricorrendo ad un pezzo di carta bianca su cui scrivere a mano che, all'ospedale di Piombino, non si eseguono ecocolordoppler cardiaci.  Tutto tra l'altro, reso perfettamente attendibile dal classico, vecchio timbro d'una volta.  Il biglietto, poco dopo, è finito in redazione insieme allo sconcerto dell'uomo, accompagnato da una buona dose di rabbia.  L'Asl prende tempo per fare le sue valutazioni. Secondo alcune fonti, però, la verità sta nella necessità di bloccare la lista degli appuntamenti per evitare di mettere nero su bianco che la lista d'attesa per questo tipo di prestazione arriva al 2013.  Per tamponare una situazione che ha dell'incredibile, l'azienda starebbe puntando sulla stipula di contratti a termine, in modo da aumentare le sedute e aprire un'altra lista di prenotazioni.  Nel frattempo, il cittadino può scegliere tra il raggiungere altri ospedali (dove le attese sono meno pesanti, ma ci sono) oppure fermarsi al più vicino studio privato. Con quel che ne consegue in termini economici.  Tra le possibilità per ridurre la lista, potrebbe esserci anche quella del ricorso, da parte dell'Asl, ad un articolo del contratto dei medici che, in situazioni simili, consente di incentivare la libera professione esercitata in ospedale.  Con paghe di tutto rispetto. Si dice, pari a una sessantina di euro per ogni ora che sia al di fuori delle 38 settimanali di routine (34 più quattro legate alla turnistica).  In questo caso il paziente sarebbe chiamato a pagare il ticket ordinario. Aggiungendo qualche decina di euro (e di questi tempi non è così scontato che lo si possa fare) potrebbe invece optare per i medici che fanno attività intramoenia.  Il ricorso all'intramoenia, però, non sembra particolarmente ambìto tra i cardiologi.  Non soltanto nella sanità locale. La scelta cade, sì, sulla possibilità di abbinare il lavoro in corsia con la libera professione.  Esercitata prevalentemente, però, a prezzi di mercato al di fuori delle mura ospedaliere.

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