Sicurezza
Sciopero Lucchini, i lavoratori tornano in piazza
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Operai al consiglio di fabbrica Cgil preoccupata per la fermata: «Non tollereremo colpi di mano né marce azzardate»
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PIOMBINO. I lavoratori Lucchini tornano in piazza con uno sciopero di quattro ore. Due i cortei, uno alle 8,30 da Ischia di Crociano e l'altro alle 9 dalla portineria centrale, che si riuniranno al Gagno per confluire poi di nuovo in piazza Gramsci, dove ieri per colpa del vento è stata rimossa la tenda-presidio dei lavoratori. Sulla situazione Lucchini intanto si registra la preoccupata presa di posizione di Maurizio Strazzullo e Giuseppe Bartoletti, rispettivamente segretario provinciale e coordinatore di zona della Cgil, secondo cui la prossima fermata dell'altoforno «rischia di mettere in pericolo il futuro dello stabilimento. Il gruppo dirigente dell'azienda si sta assumendo una grossa responsabilità perché nessuno è in grado di assicurare una fermata serena e una ripresa certa». I due dirigenti sindacali citano voci, «di piani di marcia molto diversi rispetto a quelli che abbiamo vissuto finora. Sia chiaro, non tollereremo colpi di mano, né marce azzardate con ricadute pesanti sulla produzione futura e sugli occupati. L'accordo con le banche e l'omologa del Tribunale, devono servire a garantire pagamenti alle imprese e ai lavoratori, oltre all'acquisto di materie prime per riprendere la produzione perché queste sono le condizioni per arrivare all'incontro al ministero per ragionare sulle sorti di questa realtà industriale». Per Strazzullo e Bartoletti «il mantenimento del ciclo integrale è la condizione per garantire lavoro e sviluppo, senza questa scelta si rischia di dare un colpo al territorio». Sostegno e solidarietà ai lavoratori Lucchini arriva dal Pd, che con Enzo De Bonis, responsabile lavoro della federazione, auspica «una rapida omologazione del piano finanziario pe garantire il funzionamento dello stabilimento, proseguendo nella lotta per trovare una soluzione industriale». Alla manifestazione di oggi annuncia l'adesione l'Idv: Roberto Rizzo, responsabile lavoro-welfare in Toscana del partito di Di Pietro in Toscana, Roberto Rizzo, chiede che l'azienda «riveda subito la decisione di fermare l'altoforno dal 23 dicembre al 18 gennaio».
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