Il Tirreno

«Tassa di soggiorno sbagliata e dannosa per il nostro turismo»

Il centro storico di Piombino pieno di turisti in estate
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Il centro storico di Piombino pieno di turisti in estate

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 PIOMBINO. S'infiamma il dibattito sulla prevista introduzione della tassa di soggiorno in tutti (o quasi) i comuni continentali della provincia, compresi quelli della Val di Cornia. Ma l'opposizione alla nuova tassa è forte e trova nella Confesercenti uno dei principali antagonisti. Una posizione di netta contrarietà che la Confesercenti ha più volte ribadito anche al Tavolo di confronto a livello provinciale, composto dalle amministrazioni comunali e dalle associazioni di categoria.  Con la tassa di soggiorno, è la posizione della Confesercenti, «si andrebbe a colpire indiscriminatamente l'intera filiera del turismo che nella provincia di Livorno è l' unico asset economico che, pur tra mille difficoltà, è riuscito in qualche modo a reggere all'urto della crisi».  Secondo la Confesercenti, come si riassume da una nota diffusa dal comparto piombinese dell'associazione, «l'introduzione della tassa andrebbe a colpire un settore che, nell'ambito della competizione globale, è già fortemente danneggiato da un sistema impositivo impressionante, con un livello di imposizione Iva e con un costo del lavoro di gran lunga superiore rispetto a quelli dei diretti competitors internazionali. Ed il danno è tanto superiore quanto più si consideri che tutto questo accade nel quadro di una quasi totale assenza di una politica seria ed organica di sostegno e promozione del settore a livello nazionale».  E sui timori relativi alla prevista tassa di soggiorno si innestano ora le preoccupazioni per i provvedimenti contenuti nella manovra fiscale del nuovo governo. Le associazioni dei consumatori - come riporta la Confesercenti - stimano che la manovra avrà un'incidenza media sui bilanci familiari di 1000-1300 euro all'anno. Evidenti, quindi, le ombre che si profilano sulle potenzialità della prossima stagione turistica. «Si può tranquillamente affermare - si legge nella nota della Confesercenti - che anche poche decine di euro, in una situazione di grave recessione economica come quella attuale, possono rappresentare un elemento di negatività, in grado di orientare la scelta della destinazione turistica. In questo senso è bene ricordare che circa l'80% dell'utenza turistica della nostra provincia è italiana e non è vero che la tassa di soggiorno verrà introdotta in maniera generalizzata; non verrà applicata, infatti, né nel Pisano né nel Grossetano».  L'associazione di categoria prende atto delle difficoltà finanziarie nelle quali operano gli enti locali, ma ritiene «che l'introduzione della tassa di soggiorno rappresenterebbe un fattore depressivo delle potenzialità di crescita economica di cui la nostra provincia e le sue imprese hanno invece estrema necessità».  Viste dunque queste premesse, la Confesercenti, riconferma la netta contrarietà all'introduzione della tassa di soggiorno, e si rivolge ai sindaci della zona e dell'intera provincia «affinché si riconsideri la questione». L'associazione invita inoltre i partiti politici, le associazioni dei consumatori, i sindacati ad esprimersi in merito.  «Sarebbe profondamente sbagliato - si conclude la nota della Confesercenti - considerare le nostre riflessioni come rivendicazioni particolaristiche, espressione di egoismo di settore o di categoria; il turismo rappresenta una parte fondamentale dell' economia del territorio e per le sue ricadute in termini di crescita, occupazione e coesione sociale, è da considerare, a tutti gli effetti, come una risorsa che riguarda tutta la comunità e non solo gli addetti a vario titolo».    Gli operatori sanvincenzini «Rinviare tutto al 2013»  SAN VINCENZO. La protesta degli operatori turistici sanvincenzini contro la tassa di soggiorno, si concretizza in una lettera inviata a tutti i sindaci della provincia. La richiesta che fanno, unitamente agli albergatori cecinesi e rosignanesi, è semplice: rinviare al 2013 l'applicazione della tassa. Una pausa di riflessione - come spiegano - alla luce della raffica di provvedimenti contenuti nella manovra del governo e anche considerando «il defilarsi dall'applicazione della tassa di soggiorno dei Comuni della provincia di Pisa, di Grosseto e dell'Elba». Gli operatori ritengono «che si debba osservare l'andamento della prossima stagione turistica e solo allora riprendere il confronto».

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di Redazione web