Il Tirreno

Una tenda diventa il simbolo della vertenza, mentre domani è prevista un’altra manifestazione

Presidio operaio in piazza Gramsci

Operai in piazza Gramsci dove è montata la tenda della solidarietà
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Operai in piazza Gramsci dove è montata la tenda della solidarietà

Lucchini, dopo lo sciopero e il corteo di ieri s'intensifica la mobilitazione

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 PIOMBINO. Una tenda rossa e azzurra montata in piazza Gramsci è da ieri il simbolo della lotta dei lavoratori Lucchini in difesa della fabbrica. Davanti uno striscione: «In sciopero oggi per lavorare domani». Si è concluso lì ieri pomeriggio il corteo che, durante il nuovo sciopero di due ore, ha attraversato le vie della città.  Una manifestazione composta che ha preso le mosse poco dopo le 14,30 dal largo Caduti sul lavoro. È stato il segretario della Fiom Luciano Gabrielli a fare poi in piazza Gramsci il punto delle vertenza. Il piano finanziario della Lucchini è stato asseverato dalla dottoressa Chiaruttini, ma non ancora depositato in tribunale a Milano. Ormai si prevede uno slittamento alla prossima settimana.  Potranno essere liberati a quel punto una parte degli incassi derivati dalla vendita di Ascometal, ma la fetta che si prevede di far rimanere nelle casse Lucchini si assottiglia sempre di più. Dei 360 milioni incassati dal Fondo Apollo, pagati gli advisor (anche quelli delle banche sono a carico della Lucchini), rimarranno 335 milioni. 108 saranno trattenuti dalle banche creditrici, 63 accantonati per pagare i debiti pregressi con le imprese d'appalto una volta che il tribunale omologherà il piano, 50 milioni dovranno essere trattenuti per pagare Inps e gli accantonamento dei Tfr. Restano 114 milioni che dovranno servire per tornare a pagare con regolarità gli scaduti delle imprese e riprendere gli acquisti delle materia prime necessarie per far marciare lo stabilimento.  «Un piano necessario per ridare un minimo di respiro all'azienda e alle imprese - ha sostenuto Gabrielli - ma che consente alla fabbrica un'autonomia di 6-8 mesi».  Un periodo si tempo assai ristretto, dunque, entro il quale la Lucchini dovrà trovare un nuovo partner industriale, in grado, secondo il sindacato, di assicurare il mantenimento dell'integrità dello stabilimento e l'occupazione.  Ma qual è in questo momento l'interlocutore dei sindacati? Dopo il deposito del piano finanziario sarà nominato il nuovo consiglio d'amministrazione della Lucchini. Chi resta e chi entra? L'attuale gruppo dirigente sarà ancora quello di domani?  Il sindacato le garanzie le cerca dal nuovo ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, al quale fin da ora chiede impegni concreti per la siderurgia. Le richieste di un incontro, accompagnate dalla pressioni politiche del presidente della Regione Enrico Rossi e del sindaco Gianni Anselmi, sono già partite da tempo. Si aspetta una convocazione che sembra ormai vicina.  Nonostante questo Fim, Fiom e Uilm non hanno intenzione di mollare. Domani ci sarà un nuovo sciopero di quattro ore (tre per l'acciaieria). Saranno organizzati due cortei, uno che partirà alle 8,30 dalla portineria di Ischia di Crociano e l'altro alle 9 dalla portineria centrale, che si riuniranno al Gagno per confluire poi di nuovo in piazza Gramsci dove è stata montata la tenda, presidiata giorno e notte da gruppi di lavoratori. (g.p.)

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