Il Tirreno

Migliora la donna colpita da meningite

Gian Ugo Berti
L’ospedale di Livorno
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L’ospedale di Livorno

Ma resta in prognosi riservata all'ospedale di Livorno

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 PIOMBINO. Graduale miglioramento, ma sempre prognosi riservata. Queste le condizioni della piombinese di 68 anni ricoverata nell'unità operativa di malattie infettive a Livorno per una meningite pneumococcica. La paziente è sotto controllo medico per valutare l'evolversi della situazione.  Questa forma infettiva non necessita di una profilassi antibiotica nelle persone che sono entrate in contatto con lei, come si impone invece nel caso di infezione da meningococco. Sono circa 70, le meningiti batteriche ogni anno in Toscana. In un terzo dei casi è un'infezione da pneumococco, in un altro terzo da haemophilus influenzae (nulla a che vedere con la malattia) e un altro terzo da meningococco. Per le prime e le seconde esiste il vaccino, più critica la situazione delle ultime distinte in forma A, C e B, la più diffusa, verso la quale non esiste ancora una valida profilassi. Virus e batteri possono arrivare alle meningi, le membrane nervose che avvolgono midollo spinale e cervello, da semplici tonsilliti. Da qui, la comparsa di febbre, forte mal di testa, vomito a getto, rigidità nucale, (il paziente assume la caratteristica posizione a "cane di fucile"). La differenza tra le forme virali e batteriche si effettua tramite la puntura lombare, il liquido che esce nelle prime è limpido, torbido nelle seconde per le quali la prognosi si dimostra peggiore.

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