Il Tirreno

«Acqua potabile meglio della minerale»

Michelangelo Pasquinelli
Il direttore generale dell’Asa, Michele Caturegli, e uno dei macchinari che sono stati installati alla Gera
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Il direttore generale dell’Asa, Michele Caturegli, e uno dei macchinari che sono stati installati alla Gera

L'Asa mette in funzione l'impianto della Gera per l'abbattimento dell'arsenico

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SUVERETO. L'acqua potabile di Suvereto lo è già, entro gennaio anche quella di tutta la Val di Cornia e l'Elba «sarà migliore di quella in bottiglie». Questo almeno è l'annuncio dei vertici dell'Asa riuniti ieri mattina nella sala consiliare del palazzo comunale di Suvereto, dopo l'entrata in servizio da venerdì scorso in località La Gera dell'impianto di abbattimento dell'arsenico. E' il primo di una serie di interventi per un investimento complessivo di 20 milioni di euro.  Gli altri due impianti verranno inaugurati tra dicembre e gennaio, uno ancora nel comune di Suvereto in località La Vivalda e l'altro a Franciana (Piombino).  Quest'ultimo impianto registrerà anche un record: sarà il più grande impianto di abbattimento dell'arsenico d'Europa. In pratica riceverà le acque di falda dei comuni di Campiglia e Piombino e le tratterà ridistribuendole poi anche all'Elba.  Il sindaco Giampaolo Pioli ha esternato tutta la sua soddisfazione essendo proprio Suvereto uno dei comuni con maggior carico del problema arsenico. Pioli ha sottolineato come questa operazione abbia ottenuto l'approvazione di tutti i Comuni: quello della presenza di arsenico ai limiti, e anche oltre, nelle condutture pubbliche è un problema in Toscana limitato alla nostra zona.  Per la presentazione e inaugurazione dell'impianto di Suvereto erano presenti il direttore generale Asa Michele Caturegli, l'amministratore delegato Ennio Trebino, il dirigente Mirco Brilli, Alfredo De Girolamo, presidente del Cispel Toscana.  «Per il comune di Piombino avevamo scelto inizialmente la zona di Torre del Sale - ha detto Caturegli - ma essendo un sito di interesse nazionale bisognava affrontare lunghi problemi burocratici che ci hanno indirizzato verso Franciana. Abbiamo acquistato un'area poi bonificata dove abbiamo realizzato una piattaforma in cemento armato per l'istallazione dei filtri realizzati a Vicenza e Trieste che dovrebbero essere a Piombino fra Natale e capodanno, col resto che arriverà dopo l'Epifania, per poter far entrare in funzione il tutto entro gennaio, un anno prima della scadenza dei termini prefissati».  Rispetto ai 10 microgrammi di arsenico al litro come limite previsto della comunità europea per l'acqua "destinata al consumo umano", Suvereto, prima dell'inaugurazione dell'impianto alla Gera rilevava 11,12 microgrammi/litro con oscillazioni di misurazione che potevano essere di 2 o 3 gradi inferiori o superiori. Ora le rilevazioni sono inferiori a 1 microgrammo, praticamente nulle. Per quanto riguarda la presenza di boro, invece, ci sarà un impianto unico a Franciana, ma la procedura è più complessa, anche se «la situazione attuale della qualità dell'acqua potabile è già migliore per la presenza inferiore rispetto a quella delle acque minerali che si acquistano in Toscana per il 50% del totale fabbisogno» hanno sottolineato i tecnici dell'Asa.  Per l'approvvigionamento idrico in generale è stato anche illustrato il grosso problema Elba (le cui acque sorgive non hanno, però, arsenico e boro): solo per il periodo estivo servono 140 litri al secondo su 500 disponibili. La soluzione, stante anche la grande siccità, è rifornirsi dalle falde acquifere, visto che le acque così dette di superficie sono scarsissime e nemmeno potabilizzabili secondo la Regione e lo stesso Ato, così come sono impossibili perché scartate le ipotisi di realizzare invasi artificiali. «Insomma ci avviamo a una soluzione positiva di questi problemi - ha concluso il direttore generale Asa Caturegli - anche stimolati dalle stesse cause giudiziarie e della Finanza nei nostri confronti... Molti si credono tecnici ed esperti del settore, senza magari nemmeno chiederci i dati oggettivi prima di sentenziare sull'argomento. Bisognerà invece che a livello governativo si guardi con attenzione al problema idrico e alla rete idrica (35% di perdite in Toscana) cui bisogna destinare investimenti come e più degli altri settori delle infrastrutture, considerando che il costo al metro cubo dell'acqua pubblica è tra i più bassi d'Europa e non consente certo nostri investimenti diretti».

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