Gioco
Un albergatore descrive il suo imbarazzo alla reception
«Si mette la tassa di soggiorno in una città priva di servizi»
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Valerio Forconi, proprietario dellHotel Est in via Piave 4 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Ma come si fa a far pagare la tassa di soggiorno agli sparuti clienti che frequentano d'inverno gli hotel piombinesi? Come si fa a chiedere loro anche un solo euro, in una città che di turistico, nel senso dei servizi, ha solo imbarazzanti lacune? È un albergatore cittadino, Valerio Forconi titolare dell'hotel Est, a chiederlo in una lettera inviata a sindaco, assessori e associazioni di categoria. «Dopo aver girato e rigirato il registro delle prenotazioni, non riesco ad immaginare come potrei far pagare alle uniche cinque persone presenti oggi in hotel la tassa di soggiorno», scrive Forconi - 37 anni e da 15 alla guida dell'hotel Est - nella lettera, che ha anche esposto in tutte le camere del suo albergo, una struttura piccola ma moderna situata nella zona fra il centro città e la fabbrica. «Uno di questi clienti - leggiamo ancora la lettera dell'albergatore - è un membro del Consorzio servizi albergatori dell'Elba. Ha telefonato intorno alle 20.40 per prenotare una camera confermando di arrivare in hotel nell'arco di 5 minuti poiché, causa maltempo, le navi non sono potute partire, rimanendo così bloccata al porto di Piombino. La cliente - leggiamo ancora - si è presentata alle 21.30 dicendo: "E voi a Piombino volete fare turismo? Mi sono ritrovata abbandonata in quel piazzale sporco, buio e malodorante del porto, speravo almeno di trovare un taxi, macché, nemmeno l'ombra; mi sono raccomandata a un signore che con la sua macchina mi ha offerto un passaggio fino a qui"». La signora, come spiega diffusamente Forconi nella sua lettera, ha poi chiesto un taxi per l'indomani mattina, per prendere la nave delle 5.50 e rientrare all'Elba. «Ho telefonato al servizio taxi - dice l'albergatore - Mi ha risposto un signore che, mentre finiva di masticare un boccone della sua cena, si è messo a ridere informandomi che il servizio taxi inizia alle ore 7.30 della mattina. Ho chiamato un secondo numero - dice Forconi - e qui un altro signore si è informato della tratta da percorrere e poi mi ha comunicato quanto mi aveva già riferito il suo collega». La mattina dopo alle 5.50, spiega l'albergatore, la cliente è stata accompagnata al porto, gratis, da un dipendente dell'hotel. «Il secondo cliente è un nostro ospite abituale - prosegue Forconi - Un tecnico di una ditta internazionale che fornisce materiale alla Lucchini. Questo cliente arriva solitamente intorno alle 22.30 per ripartire l'indomani mattina verso le 7.30. Sapete dove cena abitualmente? Al McDonald's, perché la maggior parte dei ristoranti di Piombino vista la poca affluenza, esclusi i due mesi estivi o il fine settimana, alle 22.30 spengono (giustamente) i fuochi della cucina». «Un altro cliente dell'hotel - aggiunge l'albergatore - è una signora anziana che raccomandandosi all'autista dell'autobus da Campiglia, ha ottenuto il favore di scendere nei pressi dell'hotel. Dopo il check-in chiede informazioni degli orari degli autobus che fermano all'ospedale. Cerco il numero verde e telefono alla Tiemme - scrive Forconi - scoprendo però che il servizio informazioni è attivo dalle ore 9 alle 17; bel servizio per il turista». «Ora vi immaginate - dice l'albergatore - se avessi chiesto anche un solo euro a questi sfortunati clienti per la tassa di soggiorno? Quanto avrebbero deriso l'hotel e il Comune di Piombino? Capisco molto bene il difficile periodo economico, la mancanza di liquidità, la sete di soldi immediati e facili per poter amministrare la città disastrata di Piombino; ma credo che per poter tassare un turista, un impiegato o un operaio in trasferta, bisognerebbe offrire dei servizi particolari ed impeccabili». «Il mio modesto e forse banale suggerimento - dice Forconi - è inserire la tassa di soggiorno esclusivamente nei 50 giorni di massima affluenza turistica cercando di migliorare notevolmente i servizi offerti». «Io non credo di riuscire, almeno nei mesi invernali, a far pagare la tassa di soggiorno ai miei clienti - si legge ancora nella lettera - e successivamente, a ottobre 2012, a incrementare i prezzi a causa del già programmato aumento dell'Iva del 2 per cento. Penso sinceramente di affrontare il problema assorbendo nel costo attuale dei servizi offerti dall'hotel il costo della tassa di soggiorno e dell'aumento dell'Iva, in prima battuta riducendo l'orario di lavoro dei miei collaboratori - conclude l'albergatore - e se ciò non fosse sufficiente mi troverò costretto a ridurre il personale».
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