Sicurezza
L'ecomostro sarà raso al suolo
Antonella Danesi
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Lecomostro di Procchio Ovvero 7.500 metri cubi di cemento per uffici garage e case in una zona alluvionale Intervento compreso nella messa in sicurezza di Procchio dopo l'alluvione
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MARCIANA. Presto sarà demolito l'ecomostro di Procchio. L'alluvione del 7 novembre non è stato devastante come quello del settembre 2002, ma i danni ci sono stati soprattutto alle strutture alberghiere, e la frazione marcianese deve essere definitivamente messa in sicurezza. E proprio per fare il punto della situazione e decidere gli interventi necessari l'assessore regionale all'ambiente Annarita Bramerini ha effettuato un sopralluogo sul territorio insieme al sindaco di Marciana ai tecnici ed al genio civile. Il primo intervento che Comune e Regione hanno deciso di attuare è proprio la demolizione di quello che negli anni è stato conosciuto come l'ecomostro. Ovvero 7.500 metri cubi di cemento che avrebbero dovuto ospitare negozi, uffici, garage e uffici. Nel bel mezzo di un'area alluvionale. Contemporaneamente è prevista un'azione di consolidamento sul fosso di Valle Grande per eliminare il rischio idraulico della piana di Procchio. «Ogni volta si ripropone il problema di questa valle - afferma il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi - è già pronto un progetto per la parte alta. Si tratta di costruire una briglia per arginare le esondazioni. Ma la parte più importante è quella a valle, su cui dovremo intervenire». Mettere in sicurezza la frazione di Procchio presuppone interventi per un impegno di spesa stimato dalla Regione di oltre 1 milione di euro. «Serve la progettazione definitiva - ha spiegato l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini - per bandire il bando di gara e reperire la parte, cospicua, di risorse che ancora manca. Dobbiamo mettere il territorio di Procchio in sicurezza e questo si può fare definendo una volta per tutte la questione dell'ecomostro e gli altri interventi necessari». E su questo le soluzioni sono condivise dall'ente fiorentino e dal Comune. Prima di tutto la demolizione, poi - spiega il sindaco Anna Bulgaresi - «si procederà con la messa in sicurezza della zona che è ad alto rischio. Potremo anche parlare di una nuova costruzione, ma in altra area. Dobbiamo dare il via all'iter nel più breve tempo possibile per tutelare prima di tutto la frazione e non i privati». Risolta la questione ecomostro resta da definire il futuro urbanistico dei territori che sono stati colpiti dagli eventi alluvionali di questo autunno. «Sicuramente - ha annunciato l'assessore regionale all'ambiente - saranno previste norme più stringenti per le zone considerate ad elevato rischio di pericolosità idraulica. Dobbiamo fare i conti con le scelte del passato. Non è più tollerabile che a fronte di strumenti di pianificazione si consenta di edificare come se niente fosse». Intanto a Procchio ci sono già le ruspe del comune al lavoro per mantenere in sicurezza la zona e limitare i danni che potrebbero derivare da eventuali nubifragi, che potrebbero tornare a verificarsi durante la stagione invernale.
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