Gioco
La politica spinge verso Grosseto e non si ritiene conveniente la New.Co della costa
Rifiuti, chiesto il divorzio da Livorno
Giorgio Pasquincci
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Limpianto Tap e a sinistra il sindaco Anselmi I Comuni delle Val di Cornia scelgono di passare all'Ato Toscana Sud
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PIOMBINO. Piombino e la Val di Cornia spostano sempre più la loro area di riferimento a Sud. Dopo i trasporti è ora la volta dei rifiuti. Lunedì i consigli comunali di Piombino, Campiglia e Castagneto approveranno una delibera per chiedere alla Regione il passaggio dall'Ato Costa all'Ato Toscana Sud. Un passaggio conseguente alla decisione di non aderire alla New.Co che gestirà i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti nelle province di Lucca, Pisa e Livorno. Il sindaco Gianni Anselmi pone l'accento soprattutto sulle politiche territoriali, «che spingono sempre di più a rafforzare i rapporti con il comprensorio delle Colline Metallifere e il Sud della Toscana». Un percorso, dunque, iniziato dai trasporti che prosegue coi rifiuti, ma che sembra destinato a bruciare ulteriori tappe. Tutto questo emerge del resto dallo spirito delle delibera che sarà sottoposta lunedì all'approvazione dei tre Consigli e, successivamente, anche a quelli di San Vincenzo e Suvereto, completando l'area geografica attualmente gestita dall'Asiu. Le motivazioni delle politiche girano tutte intorno ai rapporti già esistenti col Sud della Toscana: dalla gestione dei trasporti con la Tiemme (che comprende le ex aziende di Grosseto, Siena e Arezzo), alle problematiche connesse alla razionalizzazione dei servizi ospedalieri nell'area intermedia tra Livorno e Grosseto. Poi la pianificazione territoriale, con particolare riferimento alle attività portuali e turistiche nel Golfo di Follonica. Quindi le esperienze di gestione integrata del Parco di Montioni e la ricerca di collaborazione per la promozione del sistema dei Parchi della Val di Cornia e del Parco tecnologigico e archeologico delle Colline Metallifere. Un altro passo, la "separazione consensuale" dall'Ato Costa, che sembra dunque perfettamente in linea col dibattito sollevato dallo stesso Anselmi l'estate scorsa, con la proposta del Comune unico della Val di Cornia e, nel caso - come allora si paventava - della formazione di una macro Provincia, di confluire in quella di Grosseto, Siena e Arezzo. Ovviamente ci sono anche delle motivazioni concrete nella scelta che si stanno accingendo a fare i Comuni e che dovrà essere ratificata dalla Regione. «I nostro obiettivo - spiega il sindaco Anselmi - è quello di ricercare un'ottimizzazione sul piano industriale, della gestione dei servizi e delle tariffe». La valutazione, quindi, è che tutto questo possa essere più facilemente raggiunto aderendo all'Ato Toscana Sud. «Non vogliamo mettere in discussione il modello - ripete Anselmi - ma intraprendere un percorso condiviso e accompagnato, non solo dalla Regione, ma anche dai territori delle due Ato». In effetti però la scelta dei Comuni della Val di Cornia non sembra stata così "consensuale". Sono state infatti necessarie mediazioni politiche che hanno coinvolto anche i vertici regionali del Pd. Del tutto bene, sicuramente, non l'hanno presa il sindaco di Livorno Cosimi e il presidente dell'Ato Costa Filippeschi, sindaco di Pisa. E le differenze comunque ci sono. L'Ato Costa, infatti, prima costituirà la New.Co, poi andrà a gara per scegliere il socio privato che parteciperà all'azienda col 40%. L'Ato Toscana Sud invece bandirà una gara, dalla quale saranno esclusi gli impianti, alla quale potrà partecipare un'associazione temporanea d'imprese che potrebbe comprendere l'Asiu che, in tal caso, potrebbe dare maggior peso alle istanze del territorio. Non indifferente sul piano industriale, infine, la possibile integrazione tra gli impianti Asiu, che produrranno Cdr, e l'inceneritore di Scarlino.
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