Lutto
Lunedì consiglio di fabbrica Lucchini
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L’altoforno LucchiniI sindacati decidono come proseguire la mobilitazione
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PIOMBINO. Consiglio di fabbrica straordinario in Lucchini lunedì prossimo. La riunione è stata convocata per decidere le azioni con cui dare seguito alla mobilitazione in difesa dello stabilimento. E intanto l'altoforno si riferma prima dello stop prolungato del 23. Ai sindacati non risultano motivi legati alla riduzione ulteriore della capacità produttiva con interventi sulle tubiere. Le cause sarebbero da ricercare nella necessittà di eseguire manutenzioni. La fermata è quindi probabile sia decisa per lunedì, in concomitanza con lo sciopero generale di tre ore proclamato da Cgil, Cisl e Uil contro la manovra del governo Monti. Dalle 8,30 alle 11,30 la protesta si concentrerà in piazza Gramsci dove le confederazioni allestiranno un punto di sensibilizzazione e distribuiranno volantini tesi a dimostrare l'iniquità del piano economico adottato dal nuovo esecutivo. Un piano che, in assenza di qualche atto chiarificatore, rischia pure di creare problemi seri ai lavoratori in mobilità e che adesso si sono visti allontanare l'uscita. Per loro, i sindacati chiedono l'applicazione di un accordo come quello di Termini Imerese in modo da proteggere anche questa categoria. Ancor più delicata è la situazione di alcuni ex dipendenti Dalmine che hanno lasciato la fabbrica in cambio del pagamento, da parte dell'azienda, dei contributi per arrivare al pensionamento, appena sfumato. L'agenda sindacale fissa, sempre per lunedì, l'incontro del consiglio di fabbrica Lucchini (alle 14,30). La riunione servirà a decidere come portare avanti la mobilitazione in difesa del polo siderurgico. Tre le ipotesi, insieme ad altre ore di sciopero, c'è l'allestimento di una tenda in piazza Gramsci che funzioni da punto di informazione e di solidarietà.
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