Il Tirreno

L’assessore Della Lucia a Roma con la delegazione di Ancim: chiesta più autonomia gestionale e fiscale

Dal governo per la tassa di sbarco

Luca Centini
Centinaia di persone si imbarcano in un traghetto
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Centinaia di persone si imbarcano in un traghetto

La proposta delle isole minori: «Monti la metta nel decreto Salva Italia»

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 PORTOFERRAIO. Imu, pensioni, tassa sui posti barca e sui capitali "scudati". Nel decreto "Salva Italia" c'è un po' di tutto ma manca l'unica tassa che la maggior parte dei dei sindaci elbani aveva chiesto espressamente. Stiamo parlando della tassa di sbarco, la grande assente della manovra Monti.  Da mercoledì l'assessore al bilancio di Capoliveri, Claudio Della Lucia, è a Roma in rappresentanza di tutti i Comuni elbani assieme ai colleghi della delegazione dell'Ancim (Associazione nazionale Comuni delle Isole minori). L'obiettivo della "missione" romana è avviare i contatti con il governo Monti, in particolar modo con il ministro alla Coesione territoriale Fabrizio Barca, a cui l'associazione ha presentato, ancor prima della formulazione del decreto, il manifesto per lo sviluppo delle isole minori. «Siamo qui per chiedere una maggiore elasticità del patto di stabilità e la possibilità di poter gestire i fondi che saranno stanziati essendo liberi di fissare le nostre priorità - spiega Claudio Della Lucia - in parole povere vogliamo che alle isole sia ritagliata un'autonomia particolare».  Autonomia che, andando al nocciolo della questione, consiste anche in una maggiore libertà nell'applicazione delle tasse. I Comuni elbani avevano chiesto a gran voce l'istituzione di un'area "tax free". Ma con l'aria che tira a livello nazionale, questa ipotesi sembra quanto meno messa da parte. Anche per questo la delegazione Ancim sta concentrando i suoi sforzi per convincere il governo Monti a introdurre nello stesso corpo del decreto - o comunque nelle prossime legiferazioni - l'apertura alla tassa di sbarco, una sorta di ticket d'ingresso che sarebbe applicata a tutti i turisti in arrivo sull'isola, includendola nel prezzo del biglietto del traghetto. Un concetto diverso rispetto a quello legato alla tassa di soggiorno, sponsorizzata dal sindaco di Portoferraio Roberto Peria, che sarebbe a carico dei turisti accolti nelle strutture ricettive dell'isola. «In questo modo sarebbero penalizzati tutti i turisti che scelgono l'Elba per periodi di vacanza più lunghi e sarebbero risparmiate le strutture, purtroppo molte, che fanno parte dell'economia turistica sommersa dell'isola - sostiene Claudio Della Lucia - per questo, come Ancim, stiamo chiedendo al governo di rimpiazzare la tassa di soggiorno, per i quali i Comuni sarebbero già predisposti, con la tassa di sbarco».  Tassa di soggiorno o tassa di sbarco, quindi. In questi ultimi mesi la spaccatura tra i sindaci è apparsa evidente. L'unica cosa che mette tutti d'accordo è che c'è bisogno di una soluzione per reperire risorse nuove, da riversare proprio sul turismo e la riqualificazione dei servizi. L'introduzione dell'Imu potrebbe dare fiato ai Comuni, ma la sensazione è che la maggior parte degli introiti resti nelle casse dello Stato. Soggiorno o sbarco che sia, insomma, l'Elba è sempre più convinta che un'imposta sul turismo debba essere applicata.  

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