Sicurezza
Unione, la chiusura è vicina
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La sede della Provincia in via Victor Hugo a Portoferraio Il decreto Monti complica il passaggio alla Provincia dei 33 addetti
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PORTOFERRAIO. Le ombre del decreto Monti sul futuro dei dipendenti dell'Unione dei Comuni. In tutto 33 lavoratori, attualmente in forza all'ente in via di dismissione che - secondo il piano del commissario Gabriele Orsini - verrebbero assorbiti in larga parte dalla Provincia di Livorno. Ma, ora che le Province sono finite nel mirino del consiglio dei ministri, il passaggio si fa più complicato. Si è parlato anche di questo ieri, nel corso dell'incontro che si è tenuto ieri al palazzo della Provincia dove il commissario Gabriele Orsini ha incontrato il sindaco di Portoferraio Roberto Peria, quello di Rio nell'Elba Danilo Alessi e Vanno Segnini (Campo nell'Elba). Orsini ha illustrato ai sindaci il risultato dei bilanci consuntivi 2009 e 2010 e ha presentato, in grave ritardo, il bilancio di previsione per il 2011, chiuso faticosamente in pareggio a causa dei gravi problemi finanziari dell'ente prossimo alla chiusura. Il pareggio è stato ottenuto ricorrendo in parte alla messa in nedita dell'immobile ex Apt in via Carducci, dal quale l'Unione dei Comuni conta di trarre 700mila euro, in parte grazie a un nuovo contributo di 306 mila euro, ripartito da ciascun Comune in base alla popolazione. Orsini ha dunque illustrato ai primi cittadini la bozza del piano di successione che lo stesso commissario dovrà presentare in Regione prima del 31 di gennaio. Ma quello che si profila per la chiusura dell'ente è un percorso a ostacoli. I problemi con cui l'Unione dei Comuni si trova ancora costretta a fare i conti sono quelli che si trascina dietro dai tempi della Comunità montana e legati soprattutto ai conteziosi con i Comuni ed Asa, allora Cigri, per la gestione delle risorse idriche e la cessione degli impianti. Poi c'è la partita delle bollette del consorzio di bonifica. I cittadini, in più di un'occasione, hanno fatto ricorso ottenendo il diritto a non pagare. Lo stato finanziario dell'ente, quindi, poggia ancora su basi instabili. Ci mancava solo che anche il piano per il riassorbimento del personale vacillasse a causa del decreto "Salva-Italia", sebbene resta ancora da capire cosa accadrà davvero alle Province. (l.c.)
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