Toscana
Troppi danni per i piccioni, un piano per salvare l'agricoltura
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. La giunta provinciale ha approvato un piano di controllo delle popolazioni di piccione, a seguito dei continui reclami degli agricoltori ed allevatori di bestiame. Secondo alcune stime degli uffici livornesi, nell'area continentale della provincia, sono presenti dai 45 ai 70mila piccioni. Solo sul territorio coltivato, ce ne sono circa 7mila di questi volatili, che per cibarsi arrecano danni alle semine di girasole, mais, cereali e favino. Non solo. Di solito i piccioni stazionano dentro le stalle ed i magazzini agricoli, che in modo sistematico vengono imbrattate di guano, col rischio di veicolare malattie negli allegamenti bovini. Per dare una risposta al problema, la Provincia ha deciso d'accogliere tutte le richieste che arriveranno all'ufficio agricoltura da parte di coloro che hanno le coltivazioni vicine ai centri urbani dei Comuni della Val di Cornia, di Castagneto e Collesalvetti. In particolare l'intervento sarà su richiesta dei proprietari o conduttori dei fondi agricoli, dei titolari o dei responsabili degli istituti faunistico venator. Alla domanda dovrà essere allegata anche una cartina dove si indicano le colture o le produzioni che devono essere protette. Il contenimento dei piccioni prevede metodi soft (ecologici)i e cruenti. Nel primo caso, nei campi coltivati torneranno spaventapasseri, dissuasori acustici e palloncini predator Nelle stalle e nei magazzini dove vengono stoccate le granaglie andranno posizionate delle reti anti-intrusione a protezione di porte e finestre. I metodi più duri (che prevedono l'abbattimento con i fucili) saranno attuati quando i piccioni continueranno a danneggiare le colture. Necessari il coordinamento e controllo della polizia provinciale. (k.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google