Il Tirreno

Porto, bando lampo del Comune per privatizzare la D'Alarcon

Maurizio Papi
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Maurizio Papi

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 PORTO AZZURRO.Una mossa per evitare il commissariamento. O almeno questo è ciò che auspica il Comune di Porto Azzurro, che ieri ha indetto la gara d'appalto per arrivare alla privatizzazione del 40% della società D'Alarcon La stessa società in house che ha gestitito finora l'approdo turistico da 200 posti barca, prima che il Tar, con una sentenza, rimettesse in discussione la titolarità della stessa società.  Il bando è stato affisso ieri all'albo pretorio del municipio. In questo modo l'amministrazione confida di aver ottemperato a quanto prescritto dal Tar, che aveva accolto il ricorso formalizzato dalla società Aethalia Service per irregolarità nelle procedure di concessione demaniale. «Abbiamo cercato di ottemperare - ha detto il primo cittadino di Porto Azzurro, Maurizio Papi - a quanto ci richiedeva il tribunale. Ieri mattina ho portato personalmente al Prefetto la documentazione richiesta. Credo che eviteremo il commissariamento». A tempo di record, dunque, il Comune ha elaborato il bando e lo ha pubblicato con una determina dell'ufficio tecnico. La gara si svolgerà tramite procedura ristretta, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Dall'emissione della sentenza, l'amministrazione portoazzurrina aveva una settimana di tempo a disposizione per indire una nuova gara pubblica per le concessioni demaniali. Ora spetterà al Prefetto stabilire se la gara per la trasformazione di D'Alarcon in una società a capitale misto basterà per esaudire le prescrizioni del Tar.

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