Il Tirreno

La tassa sulle barche fra rassegnazione e timori per il futuro

Francesca Lenzi   Paolo Federighi
La tassa sulle barche fra rassegnazione e timori per il futuro

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 SAN VINCENZO. La manovra Monti colpisce anche le barche. La passione per il mare costa cara ai proprietari di natanti e yacht, che dovranno pagare la nuova tassa di stazionamento prevista dal provvedimento economico varato dal governo. L'imposta non riguarda tuttavia ogni imbarcazione, ma solo quelle più lunghe di 10 metri. La tassa, calcolata sui giorni effettivi trascorsi in acqua (il rimessaggio non conta ai fini del calcolo) parla di 5 euro al giorno per le barche da 10 a 12 metri, e sale sempre più, fino ai panfili di oltre 64 metri, per i quali si devono sborsare 703 euro giornalieri.  C'è da dire che il prezzo cambia anche in base all'età del battello, secondo una riduzione del 15%, 30% e 45%, rispettivamente per 5, 10 e 15 anni. Altra discriminante nell'erogazione della tassa è la differenza tra mezzi a motore o a vela. La novità, annunciata martedì, prevede lo sconto per le barche a vela che pagheranno la metà della cifra prevista per i natanti a motore.  Per chi non paga o lo fa in ritardo c'è una sanzione amministrativa dal 200% al 300% dell'importo non versato, oltre alla tassa dovuta.  Porto di Salivoli. Nell'approdo turistico piombinese la manovra coinvolgerà al massimo un terzo delle 490 barche presenti, come conferma Fabrizio Ferri, presidente della coop l'Ormeggio che gestisce lo scalo. Per quanto riguarda lo sconto per le barche a vela afferma: «È sempre stato così. Evidentemente nella scelta si tiene conto del costo sociale. In una barca a motore c'è la spesa del petrolio e l'inquinamento, l'imbarcazione a vela è più ecologica e a livello sociale costa di meno. Cosa ne pensano i proprietari dei natanti presenti nel porto di Salivoli? Come tutti protestano, ma sono anche consapevoli che se la necessità è questa non ci si può fare niente».  Marina di San Vincenzo. La struttura, costata 32 milioni di euro e non ancora terminata a 6 anni dall'inizio dei lavori, dispone di 350 posti barca, alcuni dei quali per imbarcazioni di oltre 24 metri di lunghezza. Dei 350 posti, 282 (232 stabili e 50 riservati al transito e allo stazionamento) sono gestiti da Sales congiuntamente con le società Golfo di Mola e Marina di San Vincenzo. I restanti 68 sono gestiti dal Comune di San Vincenzo, dei quali 50 riservati alla nautica sociale.  La struttura portuale sanvincenzina rischia di patire oltre misura le nuove tassazioni di stazionamento - che si aggiungono alla tassa di possesso - decise dal nuovo governo.  Per Marco D'Agliano, 47enne sanvincenzino, esperto consulente nautico, le nuove tasse che colpiscono il mondo della nautica metterebbero seriamente a repentaglio la sopravvivenza delle imprese del settore. «Il decreto - afferma D'Agliano - metterà definitivamente in ginocchio il mercato nautico. Purtroppo, sono moltissime le ditte nautiche che stanno fallendo, in Italia e in Toscana, negli ultimi anni».  Secondo D'Agliano, anche il porto di San Vincenzo potrebbe risentirne in modo determinante. «Sulla gestione dei porti - dice l'esperto - compreso il porto di San Vincenzo, la tassa potrebbe avere ricadute notevoli, con una conseguente riduzione di persone che sceglieranno di non mettere la propria imbarcazione in acqua e magari potrebbero decidere di andare altrove. Una delle incongruenze più evidenti della tassa, a mio parere, è l'esclusione delle imbarcazioni sotto i 10 metri di lunghezza dalla tassa di stazionamento. Facciamo l'esempio di un cittadino che possieda una barca di 9 metri e 99 centimetri di lunghezza. Il possessore, in tal caso - prosegue D'Agliano - potrà mettere la propria barca in acqua, perché il bene posseduto non ricadrebbe nella tassazione relativa allo stazionamento. Tuttavia, la realtà è che molte barche di quelle dimensioni possono costare anche molto di più di un'imbarcazione di 10, 11 o più metri di lunghezza».

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