Il Tirreno

Per 25 anni presidente della San Vincenzo de Paoli e animatore di molte iniziative di solidarietà verso i bisognosi

Cordoglio per la scomparsa di Benito Ovidi

Katia Ghilli
Cordoglio per la scomparsa di Benito Ovidi

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 PIOMBINO.Benito Ovidi, storico presidente della San Vincenzo de Paoli, si è spento ieri all'età di 75 anni a Villamarina dopo una malattia durata alcuni mesi. Profondo il cordoglio in città. Ovidi era un personaggio molto conosciuto, aveva speso metà della sua vita per dare un aiuto concreto ai poveri, agli ammalati, ai carcerati.  Lascia un'eredità importante ai volontari che in questi ultimi mesi sono alle prese con una povertà in continuo aumento tra le famiglie piombinesi: oltre 120 i pacchi di generi alimentari che sono in distribuzione ogni settimana.  Ovidi era entrato fin da ragazzo a lavorare alle Acciaierie come coordinatore di reparto. La sua passione per il prossimo era iniziata da qui, vista l'importanza di collaborare con gli altri per ottenere un risultato comune.  Il suo impegno nel volontariato è sempre stato spiccato. Per 25 anni ha ricoperto il ruolo di presidente della San Vincenzo de Paoli. A lui si deve la ristrutturazione della sede di via Landi, la collaborazione con i servizi sociali della Asl, il continuo confronto con l'amministrazione comunale, i rapporti con la Caritas e la diocesi. E' stato Ovidi a portare a Piombino l'iniziativa del Banco alimentare, la raccolta di generi alimentari fuori dai supermercati. Lui a chiedere all'Unicoop Tirreno che i cibi avanzati dagli scaffali fossero donati alla mensa dei poveri.  Ancora lui a festeggiare il Natale insieme ai bisognosi, in modo che per tutti fosse una festa importante, invitando i sindaci che si sono succeduti in città. Ed è stato Ovidi anche ad attivare una serie d'iniziative al carcere di Porto Azzurro, dove andava spesso per dare un conforto a coloro che vivevano dietro lo sbarre.  Il mondo del volontariato locale con Benito Ovidi ha cambiato volto, specie negli anni del benessere economico, quando la società non conosceva tempi di crisi o recessione.  «La sua vita è stata esclusivamente dedicata ai poveri e per questo era conosciuto in tutta la Toscana - dice Fanetti, volontario della San Vincenzo de Paoli - Noi lo ricordiamo con grande affetto perchè è stato un uomo con tante idee e giusto, anche quando ci rimproverava».  «Di lui ricordo il grande impegno verso il volontariato ospedaliero - dice Andrea Baldocchi, suo grande amico - Giusto nella serata di lunedì, quando sono andato a trovarlo mi parlava della condizione dei malati e dell'importanza di stare loro vicini. Ma era attento a tutte le persone, a me ha chiesto come proseguono le mie pubblicazioni universitarie. A lui devo il mio impegno nel sociale, in particolare nel volontariato ospedaliero».  La camera ardente è allestita in Sant'Antimo dove domani si svolgeranno i funerali.

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