Sicurezza
Quei conti in banca dimenticati
Luca Centini
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Gli utenti degli istituti bancari in fila per ritirare il denaro in contanti Sono congelati da oltre 10 anni: se non si reclamano finiranno al Tesoro
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PORTOFERRAIO. Il più delle volte non si sa neanche di possederli. In pratica è come aver nascosto dei soldi in un cassetto, per poi essersene completamente dimenticati. Eppure quelle somme, che nella maggior parte dei casi non sono certo da capogiro, potrebbero tornare utili sotto Natale. Specialmente adesso che, con la crisi che corre, fare i regali può diventare un salasso non proprio gradito. Quasi un centianio di famiglie elbane, 98 per l'esattezza, potrebbero recuperare qualche soldo in più "risvegliando" quei depositi bancari che ci sono ancora, ma sono in stato di letargo da almeno 10 anni. Stiamo parlando dei «conti dormienti», ovvero dei depositi come libretti a risparmio bancari, conti correnti, contratti di assicurazione o cassette di sicurezza, strumenti finanziari appartenenti a persone decedute. Gruzzoletti di soldi che, di fatto, sono rimasti immobili per più di 10 anni. In pratica gli intestatari non hanno più svolto alcun movimento, neanche la richiesta di un semplice estratto conto. E, qualora, non venissero più richieste dai proprietari, le somme in questione finirebbero per essere riassorbite dal Tesoro. Ma di chi sono questi soldi dimenticati da anni? Forse di clienti distratti degli istituti di credito che, magari in passato hanno aperto libretti di risparmio al portatore, e poi se ne sono dimenticati. Spesso capita che i conti dormienti siano intestati a persone decedute, con i familiari che vengono a conoscenza dopo anni dei risparmi messi da parte dai parenti. Tra il 2010 e il 2011, negli otto comuni elbani, i conti definiti dormienti sono 98. Le banche hanno comunicato gli estremi dei depositi, con tanto di nominativi degli intestatari a Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici che gestisce il fondo in questione. E' dal 2006, attraverso un emendamento ad hoc inserito nella Finanziaria, che le banche, le compagnie di assicurazione e le Poste sono tenute a censire i depositi congelati e a comunicarlo a Consap. Dallo scorso anno recuperare i soldi dei conti dimenticati è diventato più semplice. Se prima infatti per sbloccare i conti era necessario compiere un'operazione entro 180 giorni dalla comunicazione della banca - almeno se non si voleva perdere le somme - dal 2010 per risvegliare i depositi basta inviare un modulo di richiesta, scaricabile sul sito web www.consap.it., all'indirizzo Consap Spa - rif. Rapporti dormienti - via Tser, 14 - 00198 Roma o tramite e-mai, all'indirizzo di posta ellettronica rapportidormienticonsap.it. Per informazioni è attivo un call center al tel. 85796444 dalle ore 9 alle ore 17. Al modulo deve essere allegato un documento di idemtità valido, copia del codice fiscale, certrificato di morte nel caso in cui sia l'erede a chiedere di sbloccare ilconto di un familiare morto. Le domande saranno prese in esame. Potrebbero passare diversi mesi prima di essere rimborsati delle somme richieste.
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