Sicurezza
Il dato più recente tra quelli del Centro per l’impiego evidenzia un aumento del 9% degli iscritti
Oltre seimila in coda per un posto
Katia Ghilli
Gli over 55 sono un migliaio e questa resta la fascia d'età più svantaggiata
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PIOMBINO. Saranno oltre 6mila 400 le persone che il prossimo Natale chiederanno, come regalo, di trovare un po' di lavoro sotto l'albero. E' questo il numero degli iscritti al Centro per l'impiego nella prima metà di quest'anno, aumentato del 9,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. In soli tre mesi quest'anno, l'incremento è stato pari al 2,5 per cento. Un trend in aumento che, con la recessione alle porte, rischia d'aggravarsi. La fascia più numerosa è quella dei 1891 disoccupati, di età compresa tra i 35 ed i 44 anni. A queste persone se ne devono aggiungere altre 1329 di età tra i 45 ed i 54 anni. Gli over 55 senza un lavoro attualmente sono circa 950. Si tratta di persone tra le più svantaggiate, che con l'avanzare degli anni hanno sempre più difficoltà nel trovare una nuova ricollocazione sul mercato del lavoro. Ma sono ancora lontani dal traguardo della pensione. In un territorio in cui la popolazione è soprattutto anziana, i disoccupati giovani (tra i 15 ed i 24 anni) sono soltanto 540, visto che in quest'ultimo periodo si sta riscoprendo la possibilità d'applicare il contratto dell'apprendistato, specie nelle aziende commerciali. La mancanza d'un impiego riguarda le donne. Le iscritte al Centro per l'impiego sono un esercito, oltre 3mila 900. Ad essere state espulse dal mercato del lavoro sono state soprattutto le lavoratrici d'età compresa tra i 25 ed i 44 anni. La bassa scolarizzazione è uno dei mali più diffusi tra coloro che sono in cerca di un nuovo impiego: non raggiungono la licenza media ben 3mila 700 persone, mentre i laureati senza un lavoro sono soltanto 370. Più facile che venga licenziato un diplomato: coloro che sono stati espulsi dal mercato lavorativo sono circa mille ed 800 unità. Nel mondo dei disoccupati si parla soprattutto italiano: succede per ben 4mila 900 persone, contro i circa 450 di nazionalità europea e circa 600 di extracomunitari. Essere stranieri conviene: nei primi sei mesi di quest'anno sono stati avviati ad un impiego mille e 400 rumeni, oltre 800 tra senegalesi ed ucraini e più di 400 marocchini, per citare le nazionalità più ricercate. Tutto questo in un mercato che ha fatto registrare lo stesso numero d'avviamenti sia per il 2010 che per quest'anno: circa 5mila, grazie soprattutto alle richieste di stagionali. Il tipo di contratto che va per la maggiore è quello a tempo determinato: è stato applicato a ben 3mila 900 lavoratori. Segue l'interinale (circa 430). L'apprendistato ha riguardato 206 giovani, mentre il tirocinio è stato attivato per sole 23 persone. I più fortunati, coloro che hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato, sono stati 417. Il settore che ha bisogno di maggiore manodopera è quello dei servizi, seguito dalla ristorazione, dall'agricoltura e dal commercio. L'industria ha attratto soltanto 218 soggetti, meno della metà del settore agricolo. Fanalino di coda è il mondo delle costruzioni, da anni in difficoltà.
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