Il dolore
«Vogliamo una mensa bio»
Francesca Zamboni
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Bambini a una mensa scolastica (foto di repertorio)Le proposte di un gruppo di genitori per migliorare i menù
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VENTURINA. Si riaccendono le critiche dei genitori sul servizio mensa nelle scuole venturinesi. Critiche, relative soprattutto alla qualità dei pasti, che erano già circolate nei giorni scorsi e che ora trovano nuovo impulso. A faresene portavoce è Serena Carmilla, fondatrice del gruppo "Genitori per una mensa biologica a chilometro minimo". Il gruppo ha come scopo quello di raccogliere le richieste di chi chiede miglioramenti del servizio refezione scolastica e trovare un dialogo con l'amministrazione comunale e i responsabili del servizio mensa. Mamma di una bambina di tre anni che mangia quotidianamente alla mensa scolastica, Serena Carmilla, ha deciso di chiarire alcuni aspetti dell'accesa questione. «Innanzitutto - sostiene Carmilla - per quanto concerne il costo dei buoni pasto, l'amministrazione ha lavorato per ripartirli in base al reddito, questa a mio parere è un'azione democratica sulla quale non credo sia sensato obiettare, bisogna però vedere cosa acquistiamo con quei buoni pasto». E la mamma tiene a sottolineare che gli argomenti del suo gruppo hanno radici ben più profonde del semplice gradimento-non gradimento. «Il fatto - dice - che i bambini mangino, non è più importante di cosa mangiano. Il buon sapore di una pietanza non è sempre indice di qualità. Ad esempio: la pasta con capperi e olive potrà anche non piacere, ma fa parte di un percorso alimentare che educa i nostri figli ad apprezzare una moltitudine di sapori». Carmilla ribadisce inoltre quanto sia importante la collaborazione tra i genitori e l'amministrazione locale, tralasciando il versante polemico a favore di un dialogo costruttivo. Quello che la giovane mamma chiede è soprattutto trasparenza: la pubblicazione delle etichette dei prodotti, affinché i genitori siano a conoscenza degli ingredienti, della provenienza e degli eventuali additivi o conservanti presenti nei cibi. «Inoltre - dice - è necessario rivedere il menù: bastoncini di pesce, proteine animali 5 volte a settimana, budini, succhi di frutta zuccherati, non sono i cibi più raccomandati dai pediatri. Bisogna inserire una quota maggiore di fonti proteiche vegetali, scegliere cibi biologici bandendo quelli potenzialmente dannosi per la salute, come la carne proveniente da allevamenti intensivi». Altro punto essenziale per il gruppo di genitori è il legame col territorio. «La Val di Cornia - sottolinea Carmilla - è un'ottima zona agricola, le aziende locali produttrici di biologico sono disposte a collaborare. Il cambiamento e l'accorciamento della filiera di approvvigionamento della mensa sono possibilità concrete, dobbiamo solo trovare un luogo di dibattito e cooperazione». Per questo Serena Carmilla ritiene necessaria, a nome dei genitori che rappresenta, l'apertura di un tavolo di concertazione che veda presenti genitori, esperti di nutrizione infantile, amministrazione comunale e aziende locali. «Tutto questo non per fare polemiche - conclude - ma per offrire ai bambini una sana alimentazione».
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