Il Tirreno

«Noi fuori, dentro i consulenti»

«Noi fuori, dentro i consulenti»

Lucchini, tornano i pensionati mentre non si rinnovano i contratti

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PIOMBINO. Crisi o non crisi, in Lucchini i consulenti resistono. E la cosa non piace a chi, invece, ha perso il posto.  Il gruppo di lavoratori che segnala la cosa, è eterogeneo. Anche per età. Il conflitto generazionale non c'entra. Se non altro per una questione di numeri.  Alcuni sono ancora al lavoro. Il pericolo lo percepiscono da dentro. Altri sono a spasso. Fuori dalla fabbrica. Contratto a termine scaduto. O in procinto di. Previsioni di rientrare pari a zero. A nessuno di loro va giù che, anche recentemente, siano ritornati sui reparti dei pensionati. E' accaduto anche molto recentemente.  Questo dei dipendenti che decidono di varcare di nuovo i cancelli della Lucchini, magari dopo esserne usciti con i benefici contributivi dell'amianto, è un elemento che galleggia da tempo. A riportarlo prepotentemente alla luce, è la situazione di grande incertezza.  Nel momento in cui ad oltre duecento ragazzi, tra indotto e Lucchini, non viene rinnovato il contratto, la presenza dei consulenti viene vista con un senso di profonda ingiustizia. Da esprimere rigorosamente in forma anonima. «Non possiamo esporci pubblicamente. Già l'individuazione delle persone da mettere in cassa integrazione si presta a discriminazioni», dice uno dei lavoratori. «Abbiamo colleghi tagliati fuori mentre - aggiunge un altro - c'è chi riscuote doppio, pensione e consulenza. Accadeva anche prima, ma in tempi di vacche grasse, la cosa strideva meno. Adesso, anche se parliamo di numeri ridotti, non si può proprio digerire. E' vero, la legge lo consente. Ma questo può bastare come giustificazione sindacale»?

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