Sicurezza
«Nessun reparto sarà chiuso»
Asl risponde alle critiche sollevate dal Comitato Elba Sanità Per ortopedia è già stato bandito un concorso per due nuove assunzioni
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PORTOFERRAIO. «Non sono previste chiusure di reparti, tutte le azioni intraprese servono per accrescere la sinergia tra il presidio elbano e la rete ospedaliera aziendale». Con queste parole Asl replica alle critiche mosse dal Comitato Elba Sanità sul ridimensionamento di ortopedia e di altri reparti dell'ospedale di Portoferraio. «L'ospedale elbano è strategico in una rete che, per ovvi motivi di numeri, necessita di una forte integrazione con quello di Piombino - dicono dall'azienda - l'intensificazioen dei rapporti tar i due ospedali è una crescita di opportunità per la popolazione elbana di trovare, nell'azienda, risposte soddisfacenti a una parte dei propri bisogni con i minori disagi di spostamento possibili». Asl ci tiene a precisare alcune delle dinamiche che hanno coinvolto il reparto di ortopedia, finito nel mirino del comitato. «E' stato bandito un concorso per 2 nuove assunzioni - precisa Asl - si è provveduto a bandire una mobilità aziendale per due ortopedici, andata deserta, a cui sono seguite le procedure per l'arruolamento di due unità di personale a tempo indeterminato. Questo si è reso necessario per il pensionamento del direttore del reparto, la cessazione dell'attività di un medico e un trasferimento. Del resto è evidente che tra le criticità del presidio elbano ci siano le difficoltà a reclutare personale». Questo è uno dei motivi che ha spinto, come spiega l'azienda, verso una concentrazione della struttura con quella di Piombino. «Concentrazione non vuol dire chiusura - spiegano da Asl - la nuova organizzazione consente di avere la presenza di un ortopedico dalle 8 alle 17,30 garantendo una copertura oraria superiore a quella espressa in precedenza. E il trasferimento dei casi operatori più complessi verso altri ospedali della rete aziendale garantisce livelli di assistenza più sofisticati e quindi più idonei a garantire gli standard di sicurezza che lo stesso dottor Fabio Caramassi, da poche settimane nuovo responsabile, sta mantenendo». In generale, sottolinea l'azienda, il nuovo piano sanitario regionale, in fase di approvazione, prevede la necessità di allargare i bacini di utenza e allargare il concetto stesso di bacino a una rete ospedaliera. E non più a un solo ospedale.
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