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Caso chiuso, Barbetti è assolto

Ruggero Barbetti
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Ruggero Barbetti

La Corte d'appello conferma la sentenza di primo grado per il sindaco e gli imputati sulla lottizzazione di Fonte alle Rose

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CAPOLIVERI. Tutti assolti, compreso il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti. La Corte d'apello di Firenze ha confermato la sentenza in primo grado che, di fatto, chiude senza condanne il maxi-processo sulla lottizzazione di Fonte alle Rose.  I fatti contestati risalgono al 1998. E sul banco degli imputati sono finite ben 45 persone fra esponenti politici (assessori e consiglieri), tecnici e consulenti. La pietra dello scandalo fu un'operazione da 18mila metri cubi di terreno realizzati con una variante urbanistica approvata dal consiglio comunale di Capoliveri il 21 novembre 1998 sulla base della legge regionale sulle "Residenze di presidio ambientale" (Rpa). La variante ha trasformato circa 10 ettari di terreno da agricolo a edificabile.  Al sindaco Barbetti veniva contestato anche di aver ottenuto un vantaggio per la sua famiglia, visto che due lotti di terreno appartenevano alla madre e allo zio.  Nel novembre del 2005 i carabinieri sequestrarono gli immobili della lottizzazione, quindi fu emanata la richiesta di rinvio a giudizio dei 45 imputati, tra cui il sindaco Barbetti. Nel marzo 2010 il Tribunale di Livorno emanò la sentenza di primo grado, concedendo l'assoluzione per tutti gli imputati coinvolti e disponendo quindi il dissequestro di tutte le aree interessate dalla lottizzazione. Il Pm Massimo Mannucci era ricorso in appello per 12 imputati, ma ieri la Corte d'appello ha confermato la sentenza di primo grado, concedendo l'assoluzione in formula piena.

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