Sicurezza
Concessioni demaniali, tutto da rifare
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Una veduta aerea dell’area del waterfront a PortoferraioIl Tar boccia i Comuni e dà ragione ad Aethalia Service
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PORTOFERRAIO. Ormai è una guerra a suon di carte bollate e sentenze. Il campo da battaglia è quello delle concessioni demaniali marittime nel quale - è evidente - si incrociano gli interessi di soggetti privati e Comuni che, negli ultimi anni, hanno rilevato dalla capitaneria le competenze in tema di demanio. E proprio mentre a Portoferraio si è votato (ieri) il via libera al waterfront, il Consiglio di stato ha emesso una sentenza che, di fatto, rischia di invalidare la concessione delle aree demaniali lungo viale Teseo Tesei, che il Comune aveva assegnato poco più di un anno fa al cantiere navale Easom, già concessionario in via provvisoria. Il caos ha contagiato anche Porto Azzurro, dove il Tar ha bocciato il disegno del Comune che, dopo aver rilevato in proprio la concessione demaniale per l'approdo turistico da circa 200 posti, lo ha affidato alla partecipata, a capitale pubblico, D'Alacron. Entrambe le battaglie legali vedono protagonista la società Aethalia Marine Service. Portoferraio. Tutto da rifare per le quattro concessioni lungo viale Tesei che il Comune ha rinnovato a Esaom. Questo è quanto, in pratica, ha ribadito il Consiglio di stato rigettando la richiesta di sospensione dell'efficacia della sentenza del Tar regionale che, lo scorso maggio, aveva dato ragione ad Aethalia rilevando l'illegittimità delle procedure per il rilascio delle concessioni. Il Tribunale amministrativo aveva annullato due determine che il Comune aveva rilasciato ad Esaom per le zone del Cantierino, ex Alvin, ex Assoshopping ed ex Panariello. Alla base della decisione del Tar c'è l'ultilizzo fatto in questi ultimi anni delle zone in questione. La sentenza dello scorso maggio, infatti, si poggia su un verbale della polizia municipale che attestò il mancato utilizzo da tempo delle aree. Il punto sta proprio qui: secondo Aethalia, nella fase di comparazione tra i concorrenti, il Comune non ha tenuto conto del fatto che Esaom non avrebbe «adeguatamente gestito l'area in questione e non ha quindi dato garanzie di proficuo utilizzo». Porto Azzurro. Il Tar ha dato torto al Comune anche a Porto Azzurro. In questo caso sul tavolo c'è l'approdo turistico da 200 posti barca che il Comune, dopo aver rilevato la concessione demaniale, ha affidato in gestione alla società in house D'Alacron. Lo scorso gennaio il Tar annullò la procedura, ma il «Comune di Porto Azzurro - si legge nel dispositivo - non ha ottemperato alla sentenza, sia perchè ha lasciato che la società D'Alarcon continuasse a gestire l'approdo stipulando svariati contratti di ormeggio con gli armatori della zona, sia perché non ha indetto una gara per la scelta del concessionario». Il Tar, insomma, ha accolto il ricorso di Aethalia vanificando l'affidamento che il Comune aveva concesso alla società in house D'Alarcon, in attesa dell'esito della gara per la trasformazione della società in mista pubblico-privata. «La società - si legge nella sentenza - non è legittimata a gestire l'approdo e lo spechio acqueo nemmeno per un giorno». Il Tar concede quindi al Comune 7 giorni, a partire da mercoledì scorso, per l'indizione della gara per la concessione (e non l'affidamento), ai fini della scelta del concessionario. Altrimenti sarà il Prefetto ad assumere la gestione della selezione pubblica. L'avvocato Luciano Gallo, che difende il Comune, assicura che la gara sarà indetta entro il termine indicato dal Tar che tuttavia non avrebbe «messo in discussione la legittimità del passaggio a una società misto pubblico-privata. Si tratta, quindi, solo di capire cosa succederà in questa fase transitoria». Opinione diversa rispetto a quella di Aethalia, che ricorda che la concessione rimessa a gara «avrà una durata di 4 anni».
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