Sicurezza
Coltie, scontro sul parco pubblico
Scambio d'accuse tra Bertocchi e Zucconi
2 MINUTI DI LETTURA
VENTURINA. Prosegue il botta e risposta tra Comune dei cittadini e l'assessore alla cultura Jacopo Bertocchi sui problemi del parco pubblico delle Coltie. Bertocchi aveva dichiarato di non considerare «di certo un reato che i ragazzi delle Coltie si siano rivolti al Comune dei cittadini: ho parlato a tal proposito di "sacrosanto esercizio dei propri diritti" e non credo che Zucconi, persona molto precisa ed attenta, non abbia fatto caso a questa espressione». «Ho avuto contatti informali con i ragazzi - continua l'assessore - ed ho suggerito la via da seguire. ma differentemente da quanto si cerca di far passare, nessuno mi ha più contattato e la mia onestà intellettuale mi ha impedito di dare facili soluzioni». L'assessore aveva chiuso dicendo che «il messaggio che deve passare, specie tra i giovani, è che partecipazione significa metterci la faccia, anche senza intermediazione. A 17 anni si è grandi abbastanza per poterlo fare ma si può anche essere ingenui al punto di pensare che i vecchi volponi della politica siano da una parte piuttosto che da un'altra». Dal canto suo, Massimo Zucconi afferma che il problema del degrado del parco era noto da molto tempo e che precedenti richieste di provvedere si erano regolarmente chiuse con la risposta che occorreva costituirsi in associazione. «Tanto più se si tratta di giovani ragazzi, talvolta minorenni, condividendo la loro richiesta, e ritenendola assolutamente risolvibile, gli abbiamo suggerito di fare una raccolta di firme e di portarle in Comune, non alla nostra lista. Il risentimento dell'assesore per non essere stato contattato per le vie brevi, dunque, è del tutto fuori luogo. Chiunque ha diritto di rivolgersi a chiunque, tanto più se si ha l'impressione che il Comune non voglia o non sappia affrontare i problemi. Forse se il Comune avesse fatto un'assemblea quei ragazzi sarebbero venuti a dire le stesse cose.» Zucconi chiude con una domanda a Bertocchi. «Cosa vuol dire per te "metterci la faccia"?. Sembra quasi che "metterci la faccia", in politica, sia un atto di coraggio. Se così fosse, significa che chi lo fa rischia qualcosa. Vorrebbe dire - conclude - che siamo già oltre la democrazia». F.R.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
