Il Tirreno

Non riscuote per il lavoro fatto e s'incatena a Corte di Montepitti

Michelangelo Pasquinelli

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 SUVERETO. Si è incatenata ieri mattina al cancello della residenza turistico alberghiera "Le Corti di Montepitti", fra Cafaggio e Suvereto, per protestare contro i mancati pagamenti di quella società nei suoi confronti. Si tratta di Francesca Bini, conosciuta titolare del ristorante Ombrone, che gestisce il servizio di bar e ristorante del centro turistico e che rivendica pagamenti da parte della società di gestione dell'impianto per fatture di 30.229 euro da lei emesse a fronte di servizi prestati fra agosto e settembre scorsi.  Avendo tentato, ma senza esito, diverse vie per riscuotere le cifre da lei anticipate, non ha visto altra soluzione che compiere questo gesto clamoroso per attirare l'attenzione su quello che Bini ritiene un sopruso. Sono intervenuti sul posto anche il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli e l'assessore di Campiglia Paolo Pedroni; era presente anche Giuseppe Verdura socio della cooperativa Montepitti presieduta da Luca Barsottini. «Praticamente la società proprietaria delle Corti di Montepitti ha impropriamente riscosso e si è trattenuta quella cifra - afferma Francesca Bini - e non vuol saperne di girarla a me che ho regolarmente pagato il personale che ha lavorato al bar e ristorante, nonché i fornitori. Per questo ho dovuto fare uno scoperto in banca. La società - aggiunge Bini - ha portato come scusante il fatto che mi sia rivolta a un avvocato e abbia fatto ingiunzione di pagamento. Lo avevano sostenuto anche col sindaco Pioli, intervenuto per dirimere la vicenda, che avevo fatto male ad adire le vie legali, ma quella iniziativa era conseguente alle mancate risposte della società, non certo la causa».  Sabato intanto è previsto un incontro per cercare una soluzione alla vicenda, con la partecipazione dei sindaci di Suvereto e di Campiglia, e ovviamente le parti in causa.

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