Il dolore
Una petizione per chiedere un reparto di emodinamica o almeno un servizio efficiente per le emergenze
«Subito un'ambulanza coronarica»
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Un’ambulanza al pronto soccorsoOspedali attrezzati lontani: troppi morti per patologie cardiache
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PIOMBINO. «Malattie cardiache: a Villamarina mancano interventi salvavita. Che almeno ci sia un'ambulanza attrezzata sempre disponibile». E' l'embrione di una petizione, quello che ha iniziato a circolare in città e ha registrato le prime firme. Ha innescato la richiesta l'infarto subito da Aldo Agroppi con le riflessioni che ha indotto sulla capacità di risposta dell'ospedale piombinese in situazioni analoghe. La base di partenza si salda allo studio commissionato dalla Regione alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa. Dice che l'Asl 6 è ultima nella valutazione delle performance 2010. La pagella, compilata da un ente autorevole, individua tra i punti di debolezza proprio l'incidenza della mortalità per patologie cardiocircolatorie. Un dato che riguarda tutta la costa ma, per la lontananza dagli ospedali di Livorno e Grosseto, espone i cittadini di Piombino e della Val di Cornia a rischi maggiori. Ed è da questo che discende una doppia richiesta. Intanto, l'introduzione, a Villamarina, di un servizio di emodinamica in grado di eseguire le angioplastiche a cui adesso l'infartuato deve essere sottoposto a Livorno. Nell'attesa, si sollecita la disponibilità costante di un'ambulanza per i trasferimenti in strutture adeguate. L'Asl, però, non sembra intenzionata ad accogliere né l'una, né l'altra. Il responsabile del dipartimento urgenza, dottor Francesco Genovesi, esclude rischi particolari per la sicurezza dei pazienti del comprensorio. «Sono due i sistemi per recuperare la perfusione del miocardio colpito da infarto. Un metodo farmacologico, noto come trombolisi, usato regolarmente anche a Villamarina - dice - e un metodo meccanico, l'angioplastica. Nell'immediato sono entrambi efficaci anche se il primo non sempre può essere applicato per la concomitanza di altre patologie e l'incompatibilità con altre medicine. L'angioplastica deve essere comunque eseguita, seppure con tempi più dilatati, dopo le 12 ore dalla somministrazione della terapia». I tempi dei protocolli fissati per la capacità di risposta nella fase più acuta (90 o 60 minuti rispettivamente per l'angioplastica e per la trombolisi) sarebbero rispettati comunque. E in sicurezza. «Da tenere di conto - aggiunge il medico - che una sala di angioplastica, per essere efficiente deve lavorare molto. Per questo la tendenza è ad accentrarle». Si sommano anche questioni di razionalizzazione dei costi. Ed è questo, alla fine, che impedisce di tenere un'ambulanza a totale disposizione. «Costerebbe un milione ogni anno», chiude Genovesi.
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