Il Tirreno

Veleni in consiglio: minoranza infuriata contro la delibera che sospende la sentenza sull’incompatibilità

«Mancuso rispetti il giudice e se ne vada»

Cesarina Barghini leader della minoranza a Rio Marina
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Cesarina Barghini leader della minoranza a Rio Marina

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 RIO MARINA. «Un attacco vero alle istituzioni, alla democrazia e al potere giudiziario». Cesarina Barghini e gli altri consiglieri di minoranza hanno invocato per giorni la convocazione del consiglio comunale.  Un consiglio che - ieri - è arrivato e immediatamente si è trasformato in un "polverone". Alla base dello scambio di accuse al vetriolo tra i consiglieri di minoranza e quelli di maggioranza c'è ancora una volta la sentenza, dichiarata dal Tribunale di Livorno, di incompatibilità tra i ruoli di segretario dell'Autorità portuale e quello di sindaco rivestiti da Paola Mancuso. «Il consiglio comunale, anziché dichiarare come disposto dal Tribunale la decadenza del sindaco - spiega Barghini - si è servito di un mix di regole inapplicabili per autorizzare il sindaco ad andare avanti come se niente fosse». In pratica, secondo la minoranza, il consiglio comunale si è assunto la responsabilità, senza averne il diritto, di vanificare una sentenza giudiziaria. Tanto è che la Barghini, assieme agli altri consiglieri di minoranza, ha lasciato l'aula polemicamente prima del voto. E la guerra non si ferma ora, visto che Barghini ha dichiarato l'intenzione di rivolgersi al Tar e sta valutando gli estremi per una denuncia per abuso di ufficio.  La posizione del sindaco e della sua maggioranza è totalmente diversa da quella di Barghini. «Il consiglio comunale ha deciso di rinviare ogni pronuncia sulla decadenza fino alla sentenza definitiva, come dice il ministero degli Interni- spiega Mancuso - prendendo atto che l'appello è un diritto di tutti, come lo è la volontà popolare». Quanto a quello che è accaduto ieri in consiglio: «Mi confronto spesso con chi ha posizioni diverse dalle mie - spiega - ma il dibattito di stamani è molto lontano da tutto questo e dalla storia politica di Rio Marina che, mai come ora, ha bisogno di tornare a parlare di problemi concreti». (lu.ce.)

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