Sicurezza
«Vogliamo pagare ma non possiamo»
◗
Il sindaco Rossana SoffrittiIl patto di stabilità impedisce al Comune di saldare le imprese Per il sindaco Soffritti ora è necessario un accordo con le banche
2 MINUTI DI LETTURA
CAMPIGLIA. Il patto di stabilità e i rapporti con lo sviluppo e le imprese. «Che effetti ha il patto di stabilità nella vita quotidiana dei rapporti del Comune con le imprese che realizzano opere o forniscono beni e servizi al comune stesso, e quindi ai cittadini? - interviene in proposito il sindaco Rossana Soffritti- L'obbligo dei comuni al rispetto del patto non è un tema da discussioni politiche di addetti ai lavori, ma incide quotidianamente sulla possibilità di pagare in tempi normali coloro che lavorano per il Comune». «In tempi di crisi - prosegue - è necessario che la liquidità dell'azienda non sia troppo stressata. Purtroppo invece si verifica una ormai consolidata stretta degli istituti bancari sulle aperture di credito e questo si aggiunge il fatto che il Comune suo malgrado, è costretto, spesso, a contribuire in modo negativo alla già difficile vita delle aziende». «Come comuni stiamo aspettando un accordo generale con il sistema bancario che consenta di poter fare anticipazioni di cassa a coloro che devono riscuotere. Si tratta di uno strumento che, se sarà necessario, noi siamo pronti ad attuare, perché lo riteniamo un provvedimento giusto e lo aspettiamo con ansia». «Un appunto però devo farlo - sottolinea Soffritti - i conti pubblici dovranno sopportare una spesa ulteriore cioè una percentuale alle banche che ci permetteranno di anticipare i soldi (che abbiamo nelle nostre casse!) alle aziende. Per tutti questi fatti sono convinta che la dedizione e lo studio approfondito della materia della contabilità locale non sia di interesse esclusivo del legislatore del momento». «Fino ad ora - dice ancora - abbiamo avuto l'impressione che fosse più probabile che, come per altre questioni, si preferisse spostare il peso della manovra necessaria riequilibrare i conti italiani sui comuni e sugli altri enti locali piuttosto che sullo stato che negli ultimi tempi ha partecipato sempre meno a questo necessario sacrificio. Mi auguro che il nuovo esecutivo riesca a governare con la serietà che merita questo tema perché le istituzioni non siano elemento di freno dell'economia, ma strumento di sviluppo e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
