Attenzione
Laccusa degli albergatori sullalluvione: nel mirino la scarsa manutenzione dei fossi
«La colpa è anche di Tozzi»
Luca Centini
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Uno dei fossi di Marina di Campo esondati durante lalluvione Ma il geologo replica: «Sono solo ignoranti»
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PORTOFERRAIO. A volte basta una scintilla. Ma stavolta l'amore non è proprio sbocciato. Il presidente del Parco Mario Tozzi non compare certo nella lista degli amici degli albergatori e di buona parte del tessuto economico elbano. La conferma? Basta guardare l'ultima presa di posizione dell'associazione albergatori, a pochi giorni dalla scadenza del mandato del geologo alla guida del Parco. «Da lui non potevamo che attenderci bacchettate anche per l'alluvione di Campo - dice l'associazione - del resto Tozzi non ha mai perso l'occasione per parlar male dell'Elba e degli elbani». Parole al vetriolo, insomma, da parte degli albergatori che non hanno digerito il boccone avvelenato che lo stesso Tozzi ha girato alle amministrazioni elbane, puntando il dito come il cemento e ritenendolo causa principale del disastro dello scorso 7 novembre. «Una certa responsabilità per tutto quello che è accaduto è da imputare anche a Tozzi - dicono gli albergatori - ha vigilato male sul territorio. Non ci risulta che il Parco abbia effettuato alcuna segnalazione a chi di competenza circa lo stato di pulizia e manutenzione dei fossi che sfociano a Marina di Campo, contrariamente a quanto hanno fatto alcuni cittadini. Certo la pioggia è stata eccezionale, ma se i fossi fossero stati puliti e curati il danno sarebbe stato di gran lunga inferiore. Il dottor Tozzi ammetta le responsabilità». Ma il geologo, tirato per la giacca dagli albergatori, non ci sta. E la replica non si fa attendere. «L'associazione parla con ignoranza assoluta - replica Tozzi - non sanno neanche di cosa parlano. Inoltre non riconoscendo la vera causa saranno corresponsabili di altri disastri che potrebbero accadere all'Elba se non si smetterà di costruire vicino ai fossi». Il cemento è per il geologo il vero fattore scatenante dei danni provocati dall'alluvione. «In tutta Italia è ormai chiaro che la colpa è del cemento - dice Tozzi - e invece gli albergatori elbani fanno come gli ultimi giapponesi col fucile in mano, trincerati nella foresta. Questi boccerebbero anche alle medie». Veleno chiama veleno, dunque. E sarà così almeno fino al 28 dicembre, quando Tozzi lascerà la presidenza del Parco. «E non mi ricandido», dice. C'è da credere che gli Albergatori non siano troppo dispiaciuti. «Essendo un uomo dei media ha sfruttato l'occasione emanando sentenze contro l'Elba - argomentano dall'associazione - le nostre aspettative su di lui erano ben altre. Siamo sicuri che il Ministero scelga meglio il prossimo presidente». Come dire, arrivederci Tozzi. A mai più. Ma il presidente non è che si rammarica troppo della separazione. «Mi dispiace lasciare tanti amici elbani, di certo non questo tipo di frequentazioni». E' creto, quindi: l'amore è finito ancor prima di sbocciare.
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