«Stanchi del deserto nel centro storico chiuso per ferie»
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Giovanni Diversi, del “Libraio” e in alto un locale chiuso3 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Decine di negozi chiusi, il centro storico di Portoferraio deserto. Ci siamo abituati. Le attività durante l'inverno si contano sulle dita di una mano. In Calata Mazzini e in parte del centro storico le saracinesche sono abbassate con attaccati cartelli "chiusi per ferie", spesso senza che neanche si specifichi il termine. Così trovare un ristorante dove mangiare un piatto di spaghetti non è semplice. «Ogni anno va peggio - scrive Giovanni Diversi, uno dei titolari della libreria "Il Libraio" in Calata Mazzini, rivolgendosi al sindaco Peria con una lettera aperta - sempre più attività si prendono una pausa invernale ben più lunga del normale.
Alcuni due mesi, altri arrivano fino a sei mesi. Il fenomeno riguarda quasi esclusivamente la Calata e il centro storico, visto che dal Ponticello in poi tutto sembra funzionare, Sghinghetta e Carpani inclusi». La denuncia dei negozianti sta tutta qui: chi chiude d'inverno fa in modo che il centro diventi un fantasma danneggiando anche quelli che decidono di stare aperti. «Una volta, d'inverno, tutta l'Isola d'Elba trascorreva la domenica a Portoferraio, ora non ci viene più nessuno - racconta Luca Piacentini, titolare del bar Kuursal in centro - negli ultimi anni va sempre peggio. In parte è colpa della crisi, in parte perché manca lo spirito di collaborazione tra i commercianti». L'idea diffusa tra i gestori dei negozi, ristoranti e bar è che alcuni tendano ad ottimizzare i profitti estivi, per poi chiudere senza pensarci troppo dopo settembre. Ma in questo modo Portoferraio muore ogni volta che l'estate svanisce. «Così - spiega Giovanni Diversi - la gente non troverà più motivi validi, a parte fare due passi, per avventurarsi in questo povero paese, pensando che ormai non ci sia neanche più un bar dove sedersi per bere. Ma esiste o no un regolamento comunale che impedisce ai negozianti di stare chiusi per mesi. Chi deve farlo rispettare? Il sindaco ci deve una spigazione». Spiegazone che il sindaco Roberto Peria non fa mancare. «E' positivo che alcuni commercianti tirino fuori un problema che è di tutta l'Isola d'Elba - precisa - e incide sulla vivibilità del territorio. Non ci sono regolamenti comunali che impongano ai titolari delle attività quanto stare chiusi o aperti. Questo non vuol dire che non abbiamo le nostre carte da giocare». L'idea del sindaco è utilizzare, in parole povere, la concessione del suolo pubblico come merce di scambio.
«Molte delle attività che chiudono per lunghi periodi dispongono di una porzione di suolo pubblico - dice Peria - una soluzione sarebbe quella di concederlo solo alle attività che garantiscano le aperture anche in inverno. E' ovvio che ciò andrà discusso con le associazioni di categoria». Ma il dibattito è già aperto. E non tutte le posizioni sono allineate. «Ci manca solo che obblighino i negozianti a stare aperti anche d'inverno, quando a Portoferraio non c'è nessuno - spiega Andrea Palombo, titolare del Bar Tender - la verità è che si fa poco per il turismo. Per questo i negozianti tirano giù la saracinesca».
Alcuni due mesi, altri arrivano fino a sei mesi. Il fenomeno riguarda quasi esclusivamente la Calata e il centro storico, visto che dal Ponticello in poi tutto sembra funzionare, Sghinghetta e Carpani inclusi». La denuncia dei negozianti sta tutta qui: chi chiude d'inverno fa in modo che il centro diventi un fantasma danneggiando anche quelli che decidono di stare aperti. «Una volta, d'inverno, tutta l'Isola d'Elba trascorreva la domenica a Portoferraio, ora non ci viene più nessuno - racconta Luca Piacentini, titolare del bar Kuursal in centro - negli ultimi anni va sempre peggio. In parte è colpa della crisi, in parte perché manca lo spirito di collaborazione tra i commercianti». L'idea diffusa tra i gestori dei negozi, ristoranti e bar è che alcuni tendano ad ottimizzare i profitti estivi, per poi chiudere senza pensarci troppo dopo settembre. Ma in questo modo Portoferraio muore ogni volta che l'estate svanisce. «Così - spiega Giovanni Diversi - la gente non troverà più motivi validi, a parte fare due passi, per avventurarsi in questo povero paese, pensando che ormai non ci sia neanche più un bar dove sedersi per bere. Ma esiste o no un regolamento comunale che impedisce ai negozianti di stare chiusi per mesi. Chi deve farlo rispettare? Il sindaco ci deve una spigazione». Spiegazone che il sindaco Roberto Peria non fa mancare. «E' positivo che alcuni commercianti tirino fuori un problema che è di tutta l'Isola d'Elba - precisa - e incide sulla vivibilità del territorio. Non ci sono regolamenti comunali che impongano ai titolari delle attività quanto stare chiusi o aperti. Questo non vuol dire che non abbiamo le nostre carte da giocare». L'idea del sindaco è utilizzare, in parole povere, la concessione del suolo pubblico come merce di scambio.
«Molte delle attività che chiudono per lunghi periodi dispongono di una porzione di suolo pubblico - dice Peria - una soluzione sarebbe quella di concederlo solo alle attività che garantiscano le aperture anche in inverno. E' ovvio che ciò andrà discusso con le associazioni di categoria». Ma il dibattito è già aperto. E non tutte le posizioni sono allineate. «Ci manca solo che obblighino i negozianti a stare aperti anche d'inverno, quando a Portoferraio non c'è nessuno - spiega Andrea Palombo, titolare del Bar Tender - la verità è che si fa poco per il turismo. Per questo i negozianti tirano giù la saracinesca».
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