Il Tirreno

Respinto in appello il ricorso sul porto

Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune Acquavision bocciata

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 MARCIANA MARINA. Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello presentato dall'Acquavision e dalla Piccola Società Cooperativa Acquavision sulla mancata concessione di un approdo al molo, dedicato ai propri natanti. Il provvedimento era stato adottato dal responsabile e titolare della medesima società, Eugenio Rossignoli, dopo che il Tar della Toscana, cui si era appellato aveva espresso parere sfavorevole alla richiesta. Ma il Consiglio di Stato non ha ribaltato la decisione, dando ragione al Comune di Marciana Marina.  Ma vediamo i passaggi della vicenda. La società privata in primo grado aveva contestato al Comune di Marciana Marina la decisione di rendersi concessionario di gran parte dell'ambito portuale (compreso anche lo specchio acqueo utilizzato da Acquavision), rilasciando a se stesso la relativa consessione. La formula non è stata accettata dal privato, in quanto l'ente «non era in possesso dell'idoneità tecnico-gestinali» per esercitare la concessione.  Il Tar ebbe a dichiarare il ricorso "inammissibile" per vari motivi, fra cui per difetto di interesse (le navi della società potrebbero seguitare a svolgere lo stesso i propri servizi nel porto) e per "tardività" rispetto alla decisione di rilascio della concessione. Il passaggio successivo è l'appello formulato al Consiglio di Stato dove l'oggetto centrale della vicenda è rappresentato dal fatto che è stata riconosciuta al Comune di Marciana Marina la legittimità della concessione demaniale rilasciata a se stesso, per poi affidare la gestione relativa a terzi. La sentenza, che sdogana l' «autoconcessione» del Comune potrebbe far scuola.

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