Il Tirreno

Iniziativa del Comune di San Vincenzo con la Soprintendenza

Un moderno archivio storico per conservare le tracce del passato

Katia Ghilli
Una veduta del palazzo comunale di San Vincenzo
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Una veduta del palazzo comunale di San Vincenzo

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 SAN VINCENZO. Sta per arrivare la sezione separata d'archivio che, di fatto, è la versione ultra moderna degli archivi storici, costituita dai documenti comunali esauriti da oltre quarant'anni.  La giunta Biagi ha approvato - nelle settimane scorse - l'operazione di scarto dell'archivio di deposito, che comprende i documenti prodotti dall'amministrazione comunale di San Vincenzo dal 1970 fino allo scorso anno.  A far parte di questo archivio le delibere, di giunta e di consiglio, gli impegni e le liquidazioni di spesa dei dirigenti, le ordinanze, i bilanci e gran parte della corrispondenza arrivata direttamente al palazzo di via Alliata.  Un patrimonio storico che, per la Soprintendenza archivistica, ha particolare valore ed è regolamentato da precise disposizioni legislative.  Ogni Comune ha il suo archivio di deposito ed ogni anno sarebbe buona regola procedere con le operazioni di scarto. Ma San Vincenzo si avvia a creare la sua "memoria storica", essendo un Comune nato nel Novecento, e di conseguenza piuttosto giovane rispetto agli altri enti locali della Val di Cornia.  A realizzare lo scarto è stata la cooperativa "Microstoria arl" di Rosignano Solvay, aggiudicataria di una gara bandita dall'amministrazione comunale.  Di fatto, vengono di solito scartati tutti quei documenti che non hanno rilevanza giuridica e storica, che non sono in grado di "raccontare" la quotidianità d'un ente locale e non si ritiene utile conservare.  Tra l'altro, di tutto il materiale eliminato viene tenuta traccia, attraverso un apposito elenco. Una procedura che deve essere eseguita di concerto con la Soprintendenza archivistica, in base al rispetto delle normative in vigore.  L'archivio di deposito che la giunta Biagi ha voluto realizzare finirà in una nuova struttura prefabbricata che il Comune dovrà costruire. Ogni anno si arricchirà del cosiddetto "archivio corrente" che man mano poi dovrà essere rivisto dagli addetti ai lavori, in modo da cercare di contenere il più possibile la produzione cartacea di documenti.

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