Il Tirreno

I progetti di crescita dell’Ad di Alatoscana per rilanciare lo scalo di Campo

«Sogno 50mila passeggeri»

Luca Centini
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La ricetta di Claudio Boccardo: più voli e infrastrutture

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CAMPO. L'obiettivo è forse un po' ambizioso. Raggiungere quota 50mila paesseggeri all'anno - entro il 2016 - non è uno scherzo. Ma a Claudio Boccardo (nella foto), nuovo amministratore delegato di Alatoscana - la società che gestisce lo scalo della Pila a Marina di Campo - non manca certo la fiducia. «L'aeroporto deve essere una risorsa per il turismo, ma soprattutto per gli elbani». Boccardo parla con sicurezza, sembra avere un quadro chiaro di ciò che serve per far ripartire uno scalo aeroportuale che, pur avendo buone potenzialità, ha sofferto parecchio negli ultimi anni. E, di fatto, non è mai decollato nonostante l'impegno delle associazioni di categoria per la sua promozione. La chiusura invernale dello scalo, dal lunedì a venerdì, fino a marzo, è un segno tangibile delle difficoltà. Nel 2011 La Pila ha accolto circa 15mila passeggeri, principalmente in arrivo dagli scali di Svizzera, Austria e Germania. Troppo poco, per il nuovo amministratore delegato. «Vogliamo crescere, ma per farlo c'è bisogno di tutti». Assetto societario. Ieri l'ad Boccardo ha incontrato a Portoferraio le amministrazioni comunali elbane, per trattare l'ingresso nel capitale sociale di Alatoscana dei Comuni, della Provincia e della Camera di Commercio, a cui andranno parte delle quote detenute attualmente da Regione e Sat (Aeroporto Galilei di Pisa). La manovra va letta nell'ottica dell'aumento di capitale compiuto dalla Regione Toscana che detiene circa il 70% della società di gestione e ha versato ben 494mila euro nelle casse di Alatoscana. «Stiamo discutendo dei dettagli - racconta l'Ad Boccardo - non si tratta solo di perseguire un obiettivo finanziario, ma di allargare il capitale di Alatoscana, in modo che vi sia una partecipazione attiva delle istituzioni elbane. La Pila è un'infrastruttura con buone potenzialità che necessità di alcuni interventi per essere competitiva». Più voli. Quota 15mila passeggeri annui è un punto di partenza per il nuovo Ad di Alatoscana. Di questi passeggeri almeno l'80% è legato ai voli turistici in arrivo da Germania, Austria e Svizzera, compiuti da vettori come Intersky e Skywork (collegamenti con Berna). «L'idea che abbiamo è continuare a lavorare con questo tipo di vettori, cercando di consolidare e, dove possibile, aumentare le corse settimanali - spiega Boccardo - il problema vero sono i collegamenti nazionali. Se ne fanno pochi, solo in estate e quasi esclusivamente su Milano e Bergamo. Lo scarso flusso di passeggeri rende impossibile applicare tariffe accettabili. C'è bisogno di un'attività di promozione massiccia e, possibilmente, di portare alla Pila aerei più grandi per abbattere i prezzi del biglietto». Continuità territoriale. Per tre anni l'aeroporto ha confidato nel contributo pubblico per la continuità territoriale. Ma, tra gare deserte, irregolarità e inchieste giudiziarie, non se ne è mai fatto di nulla. Così l'Elba ha rinunciato a 1,4 milioni dallo Stato per garantire collegamenti - a prezzi contenuti - con Pisa e Firenze, raggiungibili per gli elbani con 30 e 35 euro. Questo è il quarto tentativo, con il bando che scade il prossimo giovedì. L'impressione è che, tuttavia, così come è disegnato, il bando di gara non è quello che serve nè agli elbani, nè a rilanciare l'aeroporto. «Di sicuro ogni cosa può essere perfezionata», si limita a dire l'Ad Boccardo. L'idea diffusa sul territorio consisterebbe nel modificare, in futuro, il testo del bando, allungando la validità del contratto almeno a tre anni, allargando il servizio anche a Milano e, se possibile a Roma. Infrastrutture. Su Campo volano principalmente aerei di piccole dimensioni. «Ma l'obiettivo - dice Boccardo - è rendere l'aeroporto accessibile a mezzi anche di 60-70 posti». Come? Allungare la pista è una soluzione sul tavolo da tempo. E Boccardo, nella sua cartellina dei documenti, ha il disegno di come l'aeroporto potrebbe cambiare una volta reperite le risorse necessarie, grazie anche alla ricapitalizzazione e all'ingresso di nuovi soci. «Con poche modifiche possiamo guadagnare 70 metri di pista - racconta Boccardo - non è tantissimo, ma serve per dare un margine di manovra più ampio durante il decollo anche a mezzi più grandi». Altro intervento che Alatoscana sta valutando è l'introduzione del "volo strumentale", guidato da strumentazioni radio ancora inutilizzate all'Elba. «Si tratterebbe di implementare procedure guidate di volo, mentre alla Pila fanno tutto i piloti - spiega l'Ad di Alatoscana - le nuove strumentazioni, di certo, amplierebbero il numero di compagnie interessate a volare sull'Elba». Ma intanto non si vola. Le idee di sviluppo ci sono, ma intanto Boccardo è alle prese con le difficoltà dello scalo che, nei mesi invernali, può contare su un numero esiguo di passeggeri. Di qui la scelta di chiudere lo scalo dal lunedì al venerdì nei mesi invernali, con gli 8 dipendenti che gestirebbero la fase di blocco recuperando le ore di straordinario e le ferie accumulate. Cgil ha storto il naso, mentre le categorie economiche hanno condiviso la scelta.

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