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Paura per lo stop dell'altoforno, i sindacati temono danni
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Tra tutte le preoccupazioni sul futuro della Lucchini ce n'è una ravvicinata che in questo momento prevale su tutte: la paura che la fermata dell'altoforno, programmata dall'azienda dal 24 al 18 gennaio, crei danni tali all'impianto da impedirne la ripartenza. E' stato comunque questo il filo conduttore del serrato dibattito che ancora una volta si è svolto ieri mattina in consiglio di fabbrica. Il successo dello sciopero e delle manifestazione di martedì scorso ha dato fiducia ai sindacati.
Ma gli avvenimenti stanno tuttavia precipitando, tanto che il segretario della Fiom Luciano Gabrielli ha definito la situazione «tremenda». Da un lato le decisioni dell'azienda che, dopo aver comunicato l'intenzione di abbassare la produzione dell'altoforno a 2.700 tonnellate giornaliere per ridurre le fermate a dicembre, solo un quarto d'ora dopo ha fatto marcia indietro. L'altoforno sarà portato a 4.200 tonnellate e, dopo aver messo a terra 70mila tonnellate, fermato alla vigilia di Natale.
La seconda preoccupazione espressa sia da Gabrielli che dai segretari di Uilm e Fim, è che i mancati pagamenti delle imprese d'appalto mettano ulteriormente a rischio lo stabilimento. «Da una parte alcuni imprenditori che non se la sentono più da fare da banca alla Lucchini - ha spiegato Gabrielli - prospettano la chiusura delle loro aziende. Dall'altra i lavoratori che stanno ricevendo solo acconti sugli stipendi e rischiano di non ricevere la 13ª potrebbero fermarsi».
Ma gli avvenimenti stanno tuttavia precipitando, tanto che il segretario della Fiom Luciano Gabrielli ha definito la situazione «tremenda». Da un lato le decisioni dell'azienda che, dopo aver comunicato l'intenzione di abbassare la produzione dell'altoforno a 2.700 tonnellate giornaliere per ridurre le fermate a dicembre, solo un quarto d'ora dopo ha fatto marcia indietro. L'altoforno sarà portato a 4.200 tonnellate e, dopo aver messo a terra 70mila tonnellate, fermato alla vigilia di Natale.
La seconda preoccupazione espressa sia da Gabrielli che dai segretari di Uilm e Fim, è che i mancati pagamenti delle imprese d'appalto mettano ulteriormente a rischio lo stabilimento. «Da una parte alcuni imprenditori che non se la sentono più da fare da banca alla Lucchini - ha spiegato Gabrielli - prospettano la chiusura delle loro aziende. Dall'altra i lavoratori che stanno ricevendo solo acconti sugli stipendi e rischiano di non ricevere la 13ª potrebbero fermarsi».
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