Il Tirreno

Dodici colpi messi a segno nelle ultime due settimane, i carabinieri a caccia di una banda specializzata

Ville svaligiate, bottino mezzo milione

Federico Lazzotti
L’assessore provinciale Fausto Bonsignori e un’auto dei carabinieri
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L’assessore provinciale Fausto Bonsignori e un’auto dei carabinieri

Depredata per la seconda volta la casa dell'assessore provinciale Bonsignori

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SAN VINCENZO. C'è anche il vicepresindente della Provincia e assessore allo sport Fausto Bonsignori tra le vittime della banda che da due settimane sta saccheggiando le ville tra San Vincenzo, Venturina e Campiglia. Dodici i colpi messi a segno in quindici giorni, per un bottino complessivo che sfiora il mezzo milione di euro tra soldi e gioielli, meglio se in oro. I carabinieri hanno aperto un'inchiesta per risalire agli autori dei colpi. Due le certezze dalle quali partono gli inquirenti: che ad agire sia sempre lo stesso gruppo di malviventi, composto da due, massimo tre persone, e che la banda abbia una base lungo la costa, tra Livorno e Follonica dove verrebbe nascosta anche la refurtiva. C'è poi un giallo e riguarda la tipologia delle case prese di mira: sempre ville, meglio se isolate, al cui interno sono presenti una o più cassaforti.  La banda agisce nel tardo pomeriggio. «Tutti i furti - spiegano gli investigatori che stanno seguendo il caso - sono stati messi a segno tra le 16 e le 18». Non è escluso che i ladri eseguano prima un sopralluogo, tengano d'occhio orari e abitudini dei proprietari e successivamente colpiscano.  Così è successo per un professionista di Venturina e un commerciante di Campiglia. Lunedì scorso è toccato alla villa di San Vincenzo della famiglia Bonsignori, svaligiata per la seconda volta negli ultimi anni. I ladri stavolta sono entrati passando da una casa a fianco che in questo periodo è disabitata. Da qui hanno scardinato una porta con l'inferriata per raggiungere le stanze.  «A quell'ora - fanno notare gli inquirenti - spesso i sistemi di allarme non vengono inseriti. E in ogni caso i malviventi sembrano capaci di manometterli». Così i ladri hanno vita facile: entrano nell'appartamento, mettono a soqquadro la casa andando a caccia della cassaforte e quando la trovano, come se avessero l'assoluta certezza della sua presenza, usano una mola per aprirla.  Dalla tipologia dei gioielli rubati, gli inquirenti stanno cercando di risalire alle possibili destinazioni dei monili sul mercato nero. Nella quasi totalità dei furti, infatti, i ladri, portano via oro giallo, lasciando spesso orologi o altri monili di un materiale diverso. Da casa Bonsignori, solo per fare un esempio, sono scomparsi i gioielli di famiglia e due orologi. Tutto rigorosamente d'oro per un totale di oltre 30mila euro.  Dai rilievi effettuati dalla scientifica dei carabinieri, per il momento non sarebbero emerse impronte digitali utili per confrontarle con la banca dati e sperare in un riscontro. Per ora non ci sarebbero neanche testimoni che abbiano visto i malviventi entrare e uscire dalle ville prese di mira tra San Vincenzo, Venturina e Campiglia. Ma la caccia è aperta.

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