Proteste
Patenti, anziani
Enrico Nannini (Piombino)
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Patenti, anziani inascoltati Ho letto il giusto rammarico dei vicini ottantenni piombinesi per la trasferta a Livorno per rinnovare la patente. All'Elba si rasenta l'incoscienza: sappiamo cosa è costato ad alcuni il doppio viaggio a Livorno, sia per le proprie tasche, che per le grosse difficoltà del mare. Si spendono milioni di euro per costruire una giusta piattaforma di atterraggio per gli elicotteri, per tutelare la vita degli elbani, poi si costringono gli ottantenni a cavarsela da soli con mille difficoltà. Su questo caso la politica tace, hanno altri progetti all'orizzonte. Il Comune chi lo vuole unico, chi lo vuole a tre, chi lo vuole a due, i fuochi si sono accesi pure per la poltrona del Parco, per cui gli ottantenni possono rassegnarsi al loro destino. Come sempre, quando sarà il tempo, saranno considerati e cercati per indurli a recarsi alle urne. Giancarlo Albini (Portoferraio) Acciaierie, crisi che riguarda tutti La crisi delle acciaierie non colpisce solo Piombino. La bella manifestazione di martedì scorso ha posto in evidenza quanto questa zona sia sensibile verso le esigenze di un futuro che vorremmo, tutti, meno nebuloso. Purtroppo i rischi sono ancora tanti e per le acciaierie non si vede la luce alla fine del tunnel, siamo in piena crisi e con tanti rischi che pendono sulle teste delle famiglie della Val di Cornia e non solo. Settimane orsono erano state avanzate proposte che vedessero coinvolto tutto il territorio della Val di Cornia, con una mobilitazione importante al fianco dei lavoratori per sostenere e rivendicare un giusto futuro. Purtroppo non riesco a comprendere quale motivazione abbia impedito di coinvolgere il territorio, la nostra area, che da circa quaranta anni si governa in maniera unitaria. Mi sembra un passo indietro, sul piano politico, sociale e amministrativo. Certamente sappiamo bene che il futuro dei nostri giovani non potrà essere la grande industria siderurgica di Piombino, ma nemmeno possiamo permetterci di pensare che ad un tratto si chiude e saluti a chi rimane. Uno scenario catastrofico che tutti insieme dobbiamo impegnarci affinché non avvenga. Mi permetto di fare un'appello alle forze politiche, alle organizzazioni sindacali, alle istituzioni, affinché non si dimentichi questa necessità di visione e governo unitario. Naturalmente ognuno faccia la propria parte, ma non possiamo trascurare il fatto che un Comune da solo troverà sempre maggiori difficoltà nel proprio lavoro, mentre l'unità di un'area che dobbiamo continuare a considerare come unica "Città" avrà maggiori possibilità di superare gli ostacoli. Walter Gasperini (Suvereto) Salviamo il mare a Pontedoro Il Piano della nautica del porto di Piombino in approvazione il 22 novembre al consiglio comunale è un documento importante dove si parla di porto commerciale, porto industriale, porto per megayacht, porto per pescherecci, porto turistico. Si parla anche di porto della Chiusa. In verità quest'ultimo mangia una parte della spiaggia di quello che resta di Pontedoro quasi fino al Pennello Dalmine. Due dei beni primari del turismo sono il mare e la spiaggia. Senza questo non inizia il ciclo virtuoso che si vuole sfruttare. Chi è abbastanza pratico della zona del Quagliodromo sa che in fondo alla strada c'è un cancello che blocca il transito. Lì non ci sono impianti industriali ma la strada costiera fino alla Chiusa è in concessione della fabbrica e se non mi sbaglio è pure scaduta. Aprendo la strada sarebbe più facile l'accesso a quella che in sé è una buona spiaggia. In tempi in cui l'arenile sparisce aprire un tratto nuovo non sarebbe male. Il porticciolo potrebbe essere fatto nella Chiusa, alle spalle potrebbe essere fatta la cantieristica e l'agroittica potrebbe restare lì dov'è con annessi per il settore ittico. Le cose che già ci sono avrebbero un respiro più ampio senza dover stravolgere più di tanto. Forse possiamo evitare di uccidere un altro pezzo di spiaggia.
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