Il Tirreno

Il dolore di Faletti per la sua Elba

Luca Centini
Il dolore di Faletti per la sua Elba

Lo scrittore, che per sei mesi l'anno vive nella sua casa di Capoliveri,  ha già aderito alla campagna di solidarietà lanciata da Luca Carboni: "Mi stringe il cuore pensare a cosa stanno vivendo gli elbani"

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L’amico e «compaesano elbano» Luca Carboni l’ha tirato in ballo, lanciando l’idea di una campagna di solidarietà per risollevare l’isola ferita dall’alluvione. Giorgio Faletti, che nella sua casa a Capoliveri ci vive almeno almeno 6 mesi all’anno, ha già ricevuto il messaggio. E ha dato l’ok. «Ho già fatto la mia parte effettuando un versamento sul conto corrente - racconta Faletti - se c’è da fare qualcosa per aiutare la mia Elba sono sempre pronto a metterci la faccia. Ma purtroppo la disgrazia elbana è arrivata assieme ad altre disgrazie nazionali. Il rischio è che in questo contesto anche le iniziative di solidarietà finiscano per disperdersi.».

L’alluvione che ha sconvolto Marina di Campo e la spiaggia di Cavoli è stato un dispiacere autentico per Giorgio Faletti. Lo scrittore ha una casa a Capoliveri, ma conosce bene le spiagge e il centro abitato di Marina di Campo. «A Campo ci abita il mio editore - racconta Faletti - l’Elba è una presenza costante nella mia vita. Anche in questi giorni in cui ho presentato il mio ultimo libro sono venuti a trovarmi degli amici di Capoliveri. Mi hanno raccontato quello che è successo, a Campo quasi nessuno ha più una macchina. Mi si stringe il cuore solo a pensare ciò che stanno passando gli elbani colpiti da questo disastro».

Faletti è uno che l’Elba la vive davvero, non come tanti turisti che, proprietari di una casa sull’isola, la abitano solo per una quindicina di giorni all’anno. Lo scrittore conosce bene il territorio, ma perferisce non sbilanciarsi sulle eventuali cause che hanno generato l’alluvione dello scorso 7 novembre. Non partecipa, insomma, alla bagarre in atto in questi giorni tra chi imputa il disastro alla cementificazione selvaggia, piuttosto che alla scarsa manutenzione dei fossi. «Non essendo un tecnico non dico niente e non punto il dito contro nessuno. Le cause le stabilirà chi ha le competenze per farlo - sostiene Faletti - ma una cosa è certa. Dispiace che una situazione idilliaca come quella che si vive all’Elba si sia trasformata in un incubo per tante famiglie».

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