Sicurezza
Digitale terrestre, frequenze "ballerine"
◗
Sinstalla una parabola Zone d'ombra per la Rai dopo la chiusura del ripetitore del Forte Falcone
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. La grande trasformazione delle telecomunicazioni con l'entrata in funzione del digitale terreste e il conseguente spegnimento dei canali analogici pare che non abbia apportato quella tanto conclamata "rivoluzione copernicana". «È una sofferenza giornaliera - dice Paolo Chillé, editore dell'unica emittente piccola che si vede sulla maggiore isola della Toscana e alla quale è stato destinato un Canale del Dtt - Ogni giorno la situazione può cambiare in modo anche sostanzioso». Un vero rebus, legato a diversi fattori che non fa stare tranquilli sia gli operatori, sia gli utenti che dopo essersi dotati di decoder (se sono proprietari di un televisore "vecchio") oppure aver acquistato un televisore di moderna generazione riescono a non vedere più i canali e seguire le trasmissioni cui erano abituati. Dopo lo switch off del mese di ottobre, la situazione è diventata assolutamente provvisoria; determinata da una continua evoluzione tecnologica il cui risultato finale parrebbe quello sì di un aumento dei canali da seguire, accompagnato però da un'estrema variabilità di frequenze. Il 15 novembre, data assegnata dal ministero per il passaggio alla nuova tecnologia, è stato spostato come termine ultimo per "assestare" la macchina fino a lunedì 21 novembre. E intanto rimangono delle zone "ombra" determinato (diciamo forse) dallo spegnimento di alcuni ripetitori come quello della Rai del forte Falcone (serviva il centro storico di Portoferraio) e invece il potenziamento di quello del Volterraio. «A Carpani per esempio - dice Roberto Fiaschi, tecnico ed esperto in telecomunicazioni - la Rai si vede bene; però se ci spostiamo verso San Martino non è più la stessa cosa». Come ci si deve comportare per ora? «Occorre seguire giornalmente l'evoluzione della situazione - dice ancora Paolo Chillé - A Capoliveri ci possono essere problemi, perché disturba il ripetitore della Corsica e non possiamo neppure aumentare la potenza come facevamo con l'analogico perché in questa caso le due trasmissioni potrebbero entrare in conflitto tra loro e il risultato finale è quello di non vedere più né l'uno e né l'altro canale». Quale consiglio, allora, seguire? «Riassettare giornalmente i televisori - conclude l'editore elbano - e aspettare con fiducia il 21 novembre, quando i canali si saranno standarizzati e fissati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
