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La Lucchini ferma l'altoforno, 2.200 in cassa integrazione
Lavorazioni sospese dalla vigilia di Natale fino al 18 gennaio per mancanza degli ordini: le navi che dovevano portare le materie prime sono state fatte tornare indietro. Riflessi anche sugli impianti marittimi
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Altoforno fermo dal 24 dicembre al 18 gennaio, con la conseguente interruzione dell'intera attività produttiva dello stabilimento di Piombino e il ricorso alla cassa integrazione per circa 2.200 lavoratori. La situazione della Lucchini sta precipitando. Mancano gli ordini, in queste settimane anche le navi con le materie prime sono state fatte tornare indietro, e non ci sono prospettive di ripresa neanche per l'inizio del 2012. Una situazione che trova certo elementi oggettivi nella crisi economica mondiale, ma sicuramente aggravata dalle condizioni di prolungata incertezza finanziaria, che ha costretto l'azienda - ormai da un anno e mezzo - a contare solo sulle proprie risorse, riducendo progressivamente le disponibilità di cassa.
Adesso l'azienda metterà a terra circa 70mila tonnellate di scorte, poi dal 12 dicembre scatterà la cassa integrazione ai treni vergella e medio piccolo che interesserà circa 400 lavoratori. Ci saranno riflessi anche agli impianti marittimi poiché da qui alla fine dell'anno non è previsto neppure l'arrivo di una nave. Dal 23 inizieranno quindi le operazioni di raffreddamento dell'altoforno per preparare la fermata del giorno successivo.
Adesso l'azienda metterà a terra circa 70mila tonnellate di scorte, poi dal 12 dicembre scatterà la cassa integrazione ai treni vergella e medio piccolo che interesserà circa 400 lavoratori. Ci saranno riflessi anche agli impianti marittimi poiché da qui alla fine dell'anno non è previsto neppure l'arrivo di una nave. Dal 23 inizieranno quindi le operazioni di raffreddamento dell'altoforno per preparare la fermata del giorno successivo.
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