Sicurezza
LASL REPLICA
Polemiche sull'efficienza dei soccorsi
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PIOMBINO. I medici del pronto soccorso di Villamarina hanno fatto tutto quanto era necessario. Ma di fronte ad una nuovo episodio di aritmia Aldo Agroppi doveva essere trasferito a Livorno per essere sottoposto all'angioplastica. Momenti convulsi tra gli stessi soccorritori: ci vuole subito un'ambulanza con unità coronarica. I minuti passano, troppi per chi è in pericolo di vita. Certo non è possibile che ogni ospedale abbia un reparto di Emodinamica, «ma almeno - dicono ora gli amici di Aldo - che ci sia in questi casi un ambulanza sempre pronta all'ospedale». Alle polemiche replica il dottor Francesco Genovesi, responsabile del 118. «È vero che il protocollo prevede che in caso d'infarto l'angioplastica venga effettuata nei primi 90 minuti. Ma nel caso di Agroppi, al pronto soccorso era già stato fatto l'intervento essenziale, la trombolisi, che consente di rimandare l'angioplastica anche di 24 ore. L'ambulanza non è arrivata subito perché non c'era più l'emergenza, anche se il restava l'urgenza. Del resto tenerne una sempre disponible costrebbe un milione all'anno». «Ormai - precisa Genovesi - nel 50% dei casi, la trobolisi è sufficiente a superare l'infarto. E spesso è anche più efficace dell'angioplastica». Ovvio ci sia chi la pensa in modo diverso, compreso qualche cardiologo: «Prima si interviene e meglio è».
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