Il dolore
Sondaggio. Sono 847 i voti espressi sul sito del Tirreno, il 71% è favorevole all’aggregazione
Comune unico, sul web i lettori dicono sì
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Il comitato per il Comune unico raccoglie le firme per il referendum e (nella foto piccola) il responsabile del movimento Gabriele OrsiniIntanto continua la raccolta di firme del comitato per indire il referendum
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PORTOFERRAIO. Stop alla frammentazione in tanti piccole realtà comunali. Il futuro sta nel Comune unico. O almeno questa è l'opinione di chi, in questi giorni, si è collegato al sito web del Tirreno. Sono ben 847 le persone che hanno partecipato al sondaggio on-line "Verso il referendum per il Comune unico dell'Elba. Sei d'accordo?". Di queste ben 600 si sono espresse per il sì, ovvero il 71% del totale dei votanti. Solo in 237 hanno detto no, puntando ancora sull' Elba divisa in otto Comuni. Intanto la raccolta di firme per il referendum sul Comune unico va avanti. In poco più di un mese il comitato ha raccolto circa 750 firme e, entro la scadenza del 28 marzo, conta di raggiungere quota 5mila. Domani i promotori saranno al mercato di Portoferraio, sabato a quello di Porto Azzurro. Il comitato promotore tira dritto, insomma, nonostante gli atteggiamenti di chiusura arrivati dall'Elba, sia da parte dei sindaci, fatta eccezione per i "favorevoli" Peria, Barbetti e Alessi, pure da alcune associazioni. Tra le critiche rivolte al comitato anche quella del sindaco di Marina di Campo, Vanno Segnini che durante la conferenza dibattito organizzata dal Lions Club ha evidenziato la mancanza di un progetto per il dopo, ovvero una previsione su come si procederà, una volta istitutito il Comune unico, all'aggregazione delle varie normative che regolano le fuznioni delle amministrazioni comunali. Ma Gabriele Orsini, responsabile del comitato per il Comune unico ribatte: «E' vero, non c'è un piano per il dopo ma appositamente - spiega - come abbiamo detto tante volte il nostro comitato non è composto da cittadini eletti, in grado di progettare i programmi per il nuovo Comune unico. Noi abbiamo cercato solo di garantire con la nostra proposta di legge il mantenimento delle rappresentanze e della partecipazione ai cittadini». Per il Comitato, insomma, dovranno essere i cittadini ad esprimersi, anche se la strada per arrivare a quota 5mila firme è ancora lunga. «Contiamo entro la fine dell'anno di arrivare a buon punto - racconta il responsabile del Comitato - riteniamo che firmare la nostra proposta di legge per arrivare al referendum sia davvero una prova di maturità degli elbani che avranno così l'occasione di decidere il loro futuro. Già dal 1 gennaio i Comuni più piccoli dovranno aggregare almeno due servizi essenziali come la polizia locale, assistenza, pubblica istruzione, amministrazione. Come faranno allora i piccoli comuni a sopravvivere e a fornire i servizi ai cittadini se non fondendosi in un Comune unico di 30mila abitanti»?
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