Attenzione
Blitz per riparare la croce
Il maltempo aveva danneggiato la storica struttura rimessa a posto da un gruppo di anonimi volontari
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PORTO AZZURRO. La croce che sovrasta il golfo di Porto Azzurro è tornata ad essere quella che tutti si ricordano. Il braccio destro caduto durante un temporale, a seguito di un fulmine che vi si era abbattuto nell'inverno 2009, è tornato al suo posto. Tutto come prima, dunque, anche se ci sono voluti quasi due anni. Il braccio è stato ripristinato senza clamore. Ma ieri mattina i portoazzurrini che hanno alzato lo sguardo verso le colline hanno ammirato la croce in ferro battuto restaurata. Merito di un gruppo di volontari che volutamente vogliono mantenere l'anonimato e che hanno agito per affetto nei confronti di un simbolo per la cittadinanza (fu eretta a seguito dell'ultimo conflitto mondiale in segno protettivo per scongiurare altri siminari tragedie). Così, muniti di corde e ognuno il suo fardello sulle spalle, l'altra mattina si sono decisi a scalare le pareti scoscese di monte Mar di Capanne e a inserire il braccio mancante. Del resto, per il ripristino del "monumento storico" di Porto Azzurro, era nato anche l'estate scorsa un comitato promotore di varie iniziative che aveva messo, fra le priorità da gestire e realizzare, proprio il restauro della croce. Il restauro dell'emblema di Porto Azzurro era voluto dal sacerdote, dal sindaco e assessori, dai capigruppo consiliari, dalla Misericordia e della Protezione civile. Un tema, questo, molto caro ai portoazzurrini. «Si tratta - dice Davide Solforetti, consigliere di minoranza - di difendere un simbolo storico del nostro paese».
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