Sicurezza
Spara al fratello al culmine della lite
Cristiano Lozito
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Unauto dei carabinieri e un militare che mostra la pistola sequestrata Denunciato dai carabinieri, il minore evita il colpo e si dà alla fuga
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PIOMBINO. Una lite tra due fratelli per affari di famiglia, vecchi rancori, gelosie. I toni si alzano, la discussione degenera. Cose che a volte capitano nelle famiglie. Stavolta però la lite è finita con un colpo di pistola che solo grazie alla propria prontezza, il più giovane dei due fratelli è riuscito a evitare, fuggendo di corsa per le scale. Una brutta storia, quella ricostruita dai carabinieri, che col loro intervento hanno evitato una tragedia denunciando lo sparatore, un operaio piombinese di 33 anni accusato di tentate lesioni volontarie aggravate, e la madre, una cinquantenne che alla morte del marito, proprietario della Beretta calibro 9, non aveva regolarizzato la detenzione dell'arma. E' accaduto intorno alle due della notte tra sabato e domenica nella zona di via Cavallotti. Qualcuno a quell'ora ha telefonato ai carabinieri raccontando di aver prima sentito in un appartamento vicino il vociare di una lite violenta, delle grida disperate, quindi uno sparo. Poi, solo silenzio. Sul posto sono arrivati rapidamente i carabinieri della stazione di Portovecchio, che sulle prime hanno pensato a un furto o una rapina. Dalle indicazioni ricevute hanno individuato l'abitazione interessata: hanno suonato e ad aprire è stata la padrona di casa, mentre nell'aria era ancora intenso l'odore della cordite. La donna, visibilmente scossa, si è sentita rassicurata dall'arrivo dei militari e ha subito consegnato la pistola, un'automatica che aveva ancora il cane armato, così che sarebbe bastato un urto o un movimento maldestro per farla sparare di nuovo. In casa non c'era nessun altro, né il figlio trentenne che abita con la madre e che si era dato alla fuga, né il maggiore che gli aveva sparato. La donna a quel punto ha spiegato tutto ai militari, che poco dopo hanno rintracciato i due fratelli, riportando la calma ed evitando altri guai. Nel racconto della donna i due figli avevano preso a discutere per delle sciocchezze, fino a una lite diventata sempre più violenta con i due che, nonostante i tentativi della madre di farli ragionare, sono passati alle vie di fatto. Quindi il più grande ha preso da un armadio la pistola del padre, e ha iniziato a inseguire il fratello che a quel punto ha capito i rischi guadagnando di corsa l'uscita: proprio mentre il giovane con un balzo spariva alla vista l'altro ha esploso un colpo che ha bucato la porta. Da lì l'allarme lanciato dai vicini e l'intervento dei carabinieri. L'arma è stata messa sotto sequestro e già nel corso della notte i militari hanno raccolto le deposizioni di tutte le persone coinvolte, chiarendo il ruolo di ognuno nella vicenda, ora al vaglio della Procura di Livorno. Così il maggiore dei due fratelli, di cui i carabinieri non hanno diffuso le generalità, è stato denunciato in stato di libertà per tentate lesioni personali aggravate, mentre la madre è stata accusata di omessa denuncia di detenzione di armi, per non aver regolarizzato la detenzione della pistola dopo la morte del marito.
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