La manifestazione
«Quel carcere cade a pezzi»
Sindacalisti in visita: troppi detenuti e pochi agenti
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PORTO AZZURRO. «La trascuratezza mantenuta negli anni, ha portato ad una struttura decadente e difficile da vivere». E' un giudizio tranciante, quello che una delegazione regionale e locale Sinappe dà sul carcere di Porto Azzurro, dopo aver effettuato un sopralluogo approfondito. La delegazione ha notato che, nonostante il recente ammodernamento, ci sono problemi con il sistema di telecamere. «Non esistono sistemi di automatismo, nonostante i cancelli della portineria ed altri, sarebbero ben predisposti per tali meccanismi». Inoltre il box, che rappresenta l'unico automatismo dell'istituto, attualmente non è funzionante. «Così - dicono dal Sinappe - è il malcapitato agente ad aprire manualmente le porte di ferro di accesso ai reparti che, oltre al carico di lavoro è un pericolo per la sicurezza dell'istituto». Ma i giudizi severi del sindacato sono legati soprattutto alla sicurezza degli agenti. «Mancano i servizi essenziali affinché il lavoro possa essere svolto in tranquillità e sicurezza - spiegano - ciò rende il personale insoddisfatto». Ce ne sono anche per la struttura. «La costruzione, che appare dall'esterno massiccia, per la completa ristrutturazione del muro di cinta, in realtà presenta già gravi danni strutturali nei reparti interni. Mancano le docce nella maggior parte delle stanze detentive, progetto di cui si era parlato ma che, per mancanza di fondi, non è mai stato realizzato. Si è potuto constatare l'esistenza di strutture umide, piene di muffa, come il III Reparto che risulta allagato in ogni occasione di pioggia forte». Un capitolo a sè merita il nodo della carenza di organico. «Nel I e II reparto, che comprende VIII sezioni detentive con capienza di oltre 250 detenuti, risulta che prestino servizio 2 agenti nei turni di mattina e di pomeriggio, ma spesso una sola unità di notte». Altre lamentele sono relative alle condizioni della caserma agenti. «La struttura è esposta ad estreme variazioni climatiche, dal freddo intollerabile al caldo afoso, al soffitto che, per incuria, fa arrivare acqua perfino nella stanza di qualche inquilino».
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