Italia
In paese si continua a spalare e vuotare case e alberghi rincorrendo il ritorno alla normalità
Il lutto non ferma la ricostruzione
Valentina Landucci
Ieri l'addio a Maria. Il sindaco: simbolo inconsapevole del dramma
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MARINA DI CAMPO. Chi si aspettava una chiesa piena e un paese vuoto e silenzioso si sbagliava. La Campo che ieri ha detto addio a Maria Luisa Barrile era una delegazione, significativa ma non numerosa, della comunità ferita dall'alluvione del 7 novembre. Tutti, volontari, imprenditori e cittadini ancora intenti a spalare fango, erano con il pensiero in chiesa. Ma il lavoro da fare è ancora tanto e solo in pochi si hanno potuto fermarsi. Il giorno del lutto cittadino è quindi stato anche un giorno di lavoro. Non delle attività commerciali, chiuse per commemorare la memoria di Maria «simbolo inconsapevole di un dramma collettivo», come l'ha definita il sindaco, Vanno Segnini. Ruspe, idropulitrici e pale però non si sono fermate. La paura che Campo possa trovarsi impreparata di fronte a un'altra ondata di maltempo ha il sopravvento. Alla cerimonia non sono mancate le istituzioni: Segnini, il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi, il vice sindaco di Porto Azzurro Angelo Banfi. Rappresentanti delle forze dell'ordine, della protezione civile e delle associazioni. «E' il momento del silenzio, del cordoglio, del raccoglimento - ha detto Segnini - è il momento in cui ci si riscopre comunità, nel senso più profondo del comune sentire, quella condivisione di affetti, legami, radici e appartenenza nel dolore che ci stringe in un unico abbraccio. Quell'abbraccio che vogliamo idealmente regalare alla famiglia di Maria Luisa». L'anziana di 81 anni la mattina del 7 novembre era in casa, da sola. L'acqua straripata dal canale degli Alzi, di fronte alla sua abitazione in via Fattori, l'ha colta di sorpesa. Aveva difficoltà a camminare e si aiutava con un trepiede. E' scivolata, ha battuto la testa, l'acqua l'ha sommersa. Le cause della morte, inizialmente indicate in un trauma cranico, sono ancora al vaglio degli inquirenti che hanno aperto un'inchiesta anche per omicidio colposo. C'è da capire cosa abbia strappato agli affetti della famiglia la donna. Anche se la comunità, per questo, ha già una risposta: è stata l'alluvione, l'acqua che ha invaso il paese, ingoiato case, locali, negozi e alberghi, sommerso la scuola, la sede dei carabinieri, le poste. «Con la scomparsa di Maria Luisa - continua Segnini - assurge a vittima un paese intero che si identifica, si riconosce, partecipa della sofferenza dei suoi cari. Ci sarà il tempo della comprensione, della chiarezza su quanto accaduto. Un orizzonte dovuto, ma non adesso». La grande famiglia di Campo, come la definisce il sindaco, adesso piange Maria e si rimbocca le maniche, come dimostrano le decine di volontari all'opera in paese. «Il volto più bello - continua Segnini - di questa tragedia: uniti nell'aiutarci, solidari con chi ci sta vicino, forti nel conforto, determinati a ripartire. Decisi a non arrenderci a un futuro che deve essere di riscatto e non di arrendevolezza, di rinascita e non di scoramento. Ce la faremo guardano avanti, lo faremo giorno per giorno nel ricordo di Maria Luisa». Dal pultito anche Don Arcadio invita tutti a non perdersi d'animo. «Maria ha pagato il prezzo più alto di questa tremeda alluvione - dice - di fronte a questa bara sembra che la distruzione prenda il sopravvento. Non è così. C'è ancora tanto lavoro da fare ma ce la faremo».
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