Sicurezza
Lite tra fratelli, uno spara all'altro ma lo manca
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L'arma sequestrataÈ successo in una casa a Piombino. Ha fatto fuoco con la pistola del padre defunto, il colpo ha bucato una porta e non ha ferito nessuno. L'allarme è stato dato dai vicini di casa
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Litiga con il fratello e poi gli spara, ma il colpo per fortuna non ferisce nessuno. È successo nella notte tra sabato e domenica in un'abitazione del centro di Piombino (Livorno). Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il cui intervento ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente, i due giovani si sarebbero scontrati per motivi futili, legati alla gestione della casa.
Sono stati i vicini a chiamare il 112, spiegando di aver sentito delle grida, uno sparo e poi il silenzio. I carabinieri della stazione di Portovecchio, una volta sul posto, dopo aver escluso furti o rapine finite male, hanno constatato che in una una stanza dell'abitazione aleggiava ancora odore di polvere da sparo. È stata la padrona di casa, una cinquantenne, che, rassicurata dalla presenza dei militari dell'Arma, ha consegnato loro una pistola (una Beretta calibro 9), peraltro con il cane ancora armato, dicendo di averla trovata sul letto. I carabinieri hanno così messo in sicurezza l'arma.
Secondo la ricostruzione dei militari a litigare sono stati i figli della donna di 33 e 30 anni: dopo essersi presi a male parole, i due avrebbero iniziato a picchiarsi finchè il maggiore si è diretto verso un armadio dove sapeva che era custodita la pistola del padre defunto. A quel punto il minore è fuggito, mentre il trentatreenne ha inseguito il fratello per qualche metro e poi ha sparato: l'unico colpo esploso ha bucato la porta della camera da letto senza provocare altri danni o ferite.
Il fratello maggiore è stato alla fine denunciato per tentate lesioni aggravate, mentre la madre per omessa denuncia di detenzione di armi per non aver regolarizzato la pistola (ora sequestrata) dopo la morte del marito.
Sono stati i vicini a chiamare il 112, spiegando di aver sentito delle grida, uno sparo e poi il silenzio. I carabinieri della stazione di Portovecchio, una volta sul posto, dopo aver escluso furti o rapine finite male, hanno constatato che in una una stanza dell'abitazione aleggiava ancora odore di polvere da sparo. È stata la padrona di casa, una cinquantenne, che, rassicurata dalla presenza dei militari dell'Arma, ha consegnato loro una pistola (una Beretta calibro 9), peraltro con il cane ancora armato, dicendo di averla trovata sul letto. I carabinieri hanno così messo in sicurezza l'arma.
Secondo la ricostruzione dei militari a litigare sono stati i figli della donna di 33 e 30 anni: dopo essersi presi a male parole, i due avrebbero iniziato a picchiarsi finchè il maggiore si è diretto verso un armadio dove sapeva che era custodita la pistola del padre defunto. A quel punto il minore è fuggito, mentre il trentatreenne ha inseguito il fratello per qualche metro e poi ha sparato: l'unico colpo esploso ha bucato la porta della camera da letto senza provocare altri danni o ferite.
Il fratello maggiore è stato alla fine denunciato per tentate lesioni aggravate, mentre la madre per omessa denuncia di detenzione di armi per non aver regolarizzato la pistola (ora sequestrata) dopo la morte del marito.
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