Sicurezza
Domenica di lavoro ma anche di rabbia contro chi è venuto solo a curiosare in mezzo al disastro
«Andiamo avanti, ce la faremo»
Valentina Landucci
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A sinistra la pulizia della spiaggia, sopra quella delle strade Don Arcadio incoraggia i fedeli: chiedete aiuto senza vergogna
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MARINA DI CAMPO. «Quando ho aperto la porta della chiesa avevo le lacrime agli occhi, ma con l'aiuto di tanti parrocchiani è tornata come prima. Dobbiamo andare avanti, ce la faremo». Don Arcadio parla ai fedeli nella prima domenica dopo l'alluvione. In chiesa non c'è molta gente. La maggior parte dei campesi continua a spalare fango, lavare le strade, svuotare case e negozi con l'aiuto di decine e decine di volontari arrivati a tutta l'isola. E' una domenica di solidarietà ma anche di rabbia. Verso chi si è visto chiudere sul naso le porte dell'unico supermercato aperto, la InCoop, perché la corrente elettrica va e viene e i registratori di cassa non possono emettere gli scontrini. Ma anche verso quelle persone, armate di macchine fotografiche e videocamere, arrivate ieri solo per curiosare in paese. «Scattano le foto e fanno i filmati - raccontano i campesi - ci guardano come fossimo un fenomeno da baraccone: sono venuti a fare i turisti della tragedia. Di loro non abbiamo bisogno». Di chi c'è davvero bisogno, comunque, ieri il paese non ha sentito la mancanza. Centinaia le persone armate di ramazze e stivali di gomma che si sono messe all'opera. Da ieri è cominciata la pulizia della spiaggia di Campo. Ci sono le strade da pulire, tante case, locali e alberghi da liberare dal fango, c'è da gestire l'enorme quantità di vestiti e generi di prima necessità arrivati a Campo e destinati a chi ha perso tutto. Da questo punto di vista anche la parrocchia si è messa a disposizione del paese. Dal pulpito Don Arcadio ieri non si è dilungato nel commento delle scritture. Ha deciso di leggere un cominicato della Caritas, di solidarietà e vicinanza alla popolazione, limitandosi ad invitare i cittadini a rivolgersi a lui «senza vergogna - dice - per segnalare ciò di cui avete bisogno e che nelle disponibilità della Caritas vi sarà messo a disposizione». Oggi, a una settimana esatta dalla tremenda onda di piena che ha sconvolto Campo, la macchina degli aiuti si fermerà per qualche ora: è il giorno del lutto cittadino, dei funerali di Maria Luisa Barrile, l'anziana ottantenne deceduta in casa per colpa dell'alluvione.
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