Il Tirreno

Scheletro d'acciaio sulla spiaggia

Paolo Federighi
Lo stabilimento balneare Bayahibe a San Vincenzo
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Lo stabilimento balneare Bayahibe a San Vincenzo

Il Comune nega l'obbligo di rimozione del "Bahiahybe"

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SAN VINCENZO. Lo stabilimento balneare "Bahiahybe" di via del Tirreno giace sull'arenile prossimo al Fosso delle Prigioni in condizioni immutate dal 2007. Uno scheletro d'acciaio si affaccia, imponente, su una delle ultime porzioni di spiaggia libera. La proprietà, la società Acquachiara srl, ha vinto un regolare bando nel 2002, e da allora ha perso molto in termini economici, per le vicende giudiziarie di cui è stata oggetto la struttura. Ma le posizioni sugli esiti delle sentenze e sugli obblighi di rispettarle sarebbero discordanti. Il Forum di centrosinistra ha interrogato la maggioranza sulla demolizione, dopo l'ultima sentenza, della struttura. Ma per il consigliere di maggioranza Rosaria Lombardo, che ha risposto all'interrogazione a nome del gruppo "Per San Vincenzo", il Comune non sarebbe obbligato da alcuna sentenza a demolire la struttura. «Il collegio regionale - ha detto Lombardo - ha dichiarato che l'amministrazione non ha alcun obbligo di demolire. La concessione edilizia è stata giudicata legittima dal Tar nel 2009. Legittima è anche l'autorizzazione paesaggistica. La sentenza riguarda la concessione sulla variante, che è stata annullata. Ma non sono mai stati realizzati interventi relativi a tale concessione, e quindi la concessione edilizia originaria resta valida». Non è d'accordo il capogruppo del Forum, Nicola Bertini. «Necessario - ha sostenuto - il sequestro e la demolizione del manufatto, non vogliamo che questo diventi un nuovo "caso ecomostro". Ci sono due sentenze del Tar, e una delle due dichiara la struttura abusiva. È grave liquidare la questione in questo modo».

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