Il Tirreno

Digitale terrestre l'Elba ha paura di rimanere al buio

Luca Centini
In vendita i decoder del digitale terrestre
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In vendita i decoder del digitale terrestre

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PORTOFERRAIO. Il conto alla rovescia è agli sgoccioli. A partire da martedì anche i Comuni dell'Isola d'Elba partono per il viaggio - senza ritorno - dall'analogico al digitale terrestre. Circa il 70% della popolazione elbana, secondo gli installatori, si sono già organizzati per lo switch-off acquistando un decoder o un televisore di ultima generazione con decoder incorporato. Ma, ora che mancano poche ore al passaggio, le paure che si verifichino disagi. Le incognite sono tante, cosi come sono tanti i rischi di vedere alcue zone dell'Isola rimanere al buio. E i primi ad essere preoccupati sono gli stessi installatori. Paura del buio. «In alcuni luoghi anche l'analogico fa cilecca, non sappiamo cosa succederà dopo lo switch-off». Non se la sente di dare troppe rassicurazioni Roberto Fiaschi, titolare dell'azienda Elbasat che gestisce i ripetitori sul territorio elbano. Uno, insomma, che di segnali televisivi se ne intende. «Sull'Isola ci sono eccome delle zone a rischio- spiega - sul versante occidentale rischiano Cavoli, Seccheto e Fetovaia, fino a Pomonte e Chiessi. Dopo Patresi dovrebbe arrivare il segnale del Monte Serra». Ma non è l'unica zona elbana che, a rigor di logica, potrebbe incorerre in gravi problemi. Anche sotto Capoliveri il segnale va e viene. E se ai tempi dell'analogico il disagio consisteva nel vedere più o meno bene i canali, nella migliore delle ipotesi con qualche fastidiosa riga orizzontale, un segnale digitale debole significa trovarsi con uno schermo nero.  Ad oggi nessuno si rende conto fino in fondo della portata dei disagi che gli utenti elbani si troveranno a dover fronteggiare. «Abbiamo una settantina di appuntamenti per l'installazione del decoder e la sintonizzazione - racconta Fiaschi di Elbasat - ma stiamo con le antenne dritte, perchè al momento dello switch-off le richieste di intervento potrebbero essere numerose, soprattutto per le persone più anziane». Tutto pronto? «Almeno il 70% della popolazione elbana ha già tutto quello che occorre in vita dello switch-off». A sostenerlo è Sauro Boldri, titolare di un negozio di televisori a Portoferraio. «Già da giorni i clienti si sono organizzati acquistando i decoder - racconta - quelli più semplici sono andati per la maggiore, mentre quelli interattivi, con la smart card incorporata, sono rimasti spesso negli scaffali. In genere chi è interessato alla payperwiew ha già Sky e acquista la chiavetta per vedere i canali in chiaro sul satellite». Molte persone, invece, hanno colto l'occasione del passaggio al digitale per comprare televisioni moderne (a schermo piatto) che il decodere lo hanno incorporato. «Non è che c'è stata un'impennata così netta delle vendite dei televisori. Sono ormai anni che i televisori predisposti a ricevere il segnale digitale sono in commercio, gran parte degli utenti li aveva già comprati». Niente stop per l'alluvione. La rivoluzione digitale scatta martedì in tutti i Comuni elbani, tranne Marciana Marina che assisterà allo spegnimento simultaneo il 18 novembre. Nel calendario elaborato dal ministero allo Sviluppo economio sono inserite più date per ciascun Comune, una per ogni ripetitore che trasmette il segnale sul territorio elbano. In pratica, pur sullo stesso territorio elbano, lo spegnimento dell'analogico si concretizzerà in giorni diversi. Al momento non è prevista alcuna sospensione del passaggio al digitale nel Comune di Campo, in ginocchio dopo l'alluvione dello scorso 7 novembre. Una sospensione che, nei giorni scorsi, è stata decisa in Lunigiana e a La Spezia, zone colpite da disastri simili a quello elbano. «Al momento - fa sapere Roberto Fiaschi di Elbasat - non ci è stato comunicato niente in proposito».

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